Nella foresta di Nemours

In genere, chi visita  Parigi considera poco l'île de France, la regione che include Parigi, o la considera solamente per visitare Versailles o Disneyland.
In realtà  l'île de France è una regione ricca,  con un territorio che nasconde dei tesori che per sfortuna o per fortuna, rimangono fuori dai principali circuiti tutistici. 
Qualche giorno fa, ho visitato la foresta di Nemours, ai confini dell' Île de France, ad un'ora e un quarto da Parigi. 
Nella regione, ci sono delle foreste più importanti e attrezzate da visitare, ma oltre al fascino dell'itinerario poco battuto, l'altro motivo che mi ha portato a Nemours è stato quello dell' accessibilità: l'abbonamento ai mezzi, permette di spostarsi in tutta la regione senza spendere ulteriori soldi per i biglietti. 
Il treno è arrivato a Nemours a mezzogiorno, nel paesino splendeva il sole, poche nuvole e temperatura quasi estiva. Appena sceso dal treno, ho percepito subito il ritmo lento del paese rispetto alla città, poche macchine e tanto verde.
Dopo un primo attimo di smarrimento, ho raggiunto un viale dal quale in lontananza ho intravisto il campanile della Chiesa medievale di di Saint Jean-Baptiste, e  sapendo che il bosco si trovava oltre la chiesa, mi sono avviato verso il campanile.
Ho fatto una sosta dentro la Chiesa nella quale la temperatura era fresca e proteggeva dal caldo della giornata. Seduto su di una panca, ho studiato il tragitto che dalla Chiesa, mi avrebbe portato dentro la foresta.
Il cammino che avevo scelto, passava accanto al castello e attraversava il fiume per poi risalire il paese, passando attraverso un punto panoramico che abbracciava il borgo e la campagna circostante. 
Dopo cinque minuti di salita entravo finalmente nella foresta comunale di Nemours, attarverso il cammino des Dames. Seguendo un percorso accidentato, ho costeggiato per qualche minuto una proprietà privata prima di perdermi del tutto. Purtroppo in questa foresta i sentieri non erano segnalati come invece accade nelle altre foreste dell' Île de France. Ho comunque passeggiato per qualche minuto senza nessuna idea di dove stessi andando, prima di scaricare un applicazione sul cellulare che ha dato una svolta alla mia escursione. 
Una mappa virtuale segnava i cammini e la mia posizione, così ho iniziato a girovagare con coscienza e soprattutto con più tranquillità. 
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Disegnando nella foresta di Nemours
Durante l'escursione, ho incontrato diversi ragazzi, zaino in spalla, che ho avvicinato; mi hanno raccontato che utilizzano quotidianamente il bosco per tornare da scuola verso casa.
Mi è piaciuta molto l'interazione della foresta con la gente del luogo.
Man mano che mi inoltravo nella foresta, il paesaggio si faceva sempre più interessante: castagneti, pinete, rocce dalle forme insolite, un mare di sabbia...ho camminato tra i sentieri stupendomi costantemente per le diverse forme delle rocce che man mano diventavano sempre più grandi. 
Arrivato nel cuore di una pineta, ne ho approfittato per disegnare. 
Ogni tanto passava qualcuno, ma ho apprezzato molto il poter disegnare in completa solitudine. 
La lontananza dai principali percorsi turistici e l'essere andato in un giorno della settimana, ha reso la passeggiata ancora più suggestiva. 
Al ritorno, prima di riprendere il treno per Parigi, sono passato dall'ufficio turistico di Nemours, per recuperare altri itinerari da percorrere la prossima settimana che si prospetta calda e piena di sole.

Qualche informazione pratica:

Come raggiungere Nemours da Parigi?  
Il modo più semplice è quello di prendere il Transilien R da Gare de Lyon che in un'ora e dieci vi lascerà alla stazione di Nemours Saint-Pierre.

Quanto dista la foresta comunale di Nemours dalla stazione? 
Sono venticinque minuti a piedi, circa due chilometri, passando dentro il paese.

Quanto costa il biglietto del transilien per Nemours?
Se siete possessori del Pass Navigo settimanale o mensile, vi spostate in tutta la regione senza dover pagare nulla.

Dove recuperare una mappa della foresta comunale di Nemours?
L'ufficio turistico al momento ne è sprovvisto, vi allego la mappa che ho utilizzato io.


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L'inaugurazione della biblioteca BNF Richelieu

Oggi sono andato all'inaugurazione della biblioteca BNF Richelieu situata nel cuore di Parigi e chiusa per restauro durante cinque anni.  Un'occasione quasi unica per visitare una delle biblioteche storiche della città.
Neanche i parigini si sono lasciati sfuggire l'occasione ed al mio arrivo c'era già la fila che partiva dal 58 Rue de Richelieu  e si estendeva per metà isolato.
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2017 Janaury 15 - La Salle Labrouste - Bnf Richelieu - Paris
Freddo e neve hanno reso l'attesa snervante ma una volta entrato, la sala Labrouste ha ricompensato l'ora e mezza fatta in in fila catapultandomi nel bello di un'architettura del 1800, realizzata da Henri Labrouste, che ne esegui il progetto, subito dopo averne terminato quello di Sainte Genevieve.


I tetti di Parigi

Siete già stati a Parigi? Se la risposta è sì, spero che abbiate avuto la possibilità di guardare la città dall'alto. Anche solo da una ventina di metri d'altezza per poter cambiare punto di vista e godervi lo spettacolo dei tetti.
Tegole scure e comignoli arancioni di diverse altezze, creano un ritmo armonioso  che seguendo il fiume, un viale alberato o circondando un parco, contribuiscono a comporre l'immagine elegante ed ordinata della Parigi di Haussman fatta di tetti mansardati in ardesia a 45 gradi. 
Per poter osservare Parigi dall'alto, oltre alla Tour Eiffel e il campanile di Notre Dame,  vi consiglio la terrazza dell'istituto del mondo arabo, quella delle gallerie La Fayette, la scalinata del Sacre Cœur di Montmartre, la torre Montparnasse, il parco di Belleville o di Père Lachaise, o dai piani più alti di qualsiasi edificio pubblico e privato.
viaggi
I tetti di Parigi dalla finestra di casa nel ventesimo arrondissement

Le mie illustrazioni tra i vicoli di Taurianova

Con la presentazione della mostra nella storica Villa Zerbi di Taurianova, é cominciata ieri l'esposizione di dodici mie illustrazioni tra i vicoli di Taurianova. Un invito alla riscoperta dei valori mediterranei e del viaggio lento, tramite un percorso  che è possibile trovare a questo link: http://www.consultassociazionitaurianova.org/taccuino-di-viaggio/percorso

Taccuino di Viaggio a Taurianova dal 22 dicembre al 7 gennaio

La conciergerie

Oggi è una giornata fredda e c'è molto vento sulla Senna.
Dall' Hotel de Ville, mi sto spostando verso i giardini des Tuileries.
Mi piace molto camminare lungo il fiume, anche perchè con un colpo d'occhio, riesco a riunire diversi palazzi che raccontano la storia di Parigi.
carnet de voyage
il prospetto della conciergerie che da sulla Senna
Davanti  a me c'è l'île de la Cité, sulla quale spunta il campanile delle Cattedrale di Notre Dame, accanto alla Chiesa, la conciergierie, che ad oggi, è l' edificio che più mi ha colpito da quando sono a Parigi.
E' uno splendido palazzo gotico che nel tempo ha avuto diversi usi e funzioni: è stata dimora reale prima che i sovrani l'abbandonassero preferendo il Louvre e il castello di Vincennes e fù adibita a prigione rivoluzionaria, divenendo uno dei più importanti luoghi di detenzione durante la rivoluzione francese.
Osservo il prospetto turrito severo ed elegante, provando a ricostruire la storia di Maria Antonietta, una delle prigioniere più celebri di questo palazzo medievale.


Il tempo lento in Via Gemelli a Taurianova


Ci sono angoli di Taurianova che sono poi riconoscibili un pò dappertutto in Calabria.
A San Lorenzo, come a Palizzi, Cittanova, San Giorgio o ancora Badolato. 
Edifici fatti di archi, scalette, passerelle e ballatoi che collegano e prolungano. 
Sono angoli, da scoprire con quel tempo lento, che tanto amo e dei quali sento la mancanza quando sono a Parigi.

Via Gemelli
Uno scorcio di Via Gemelli

Ciao Sud. Rientro a Parigi

Oggi é il primo risveglio a Parigi, dopo tredici giorni passati a Taurianova, sto pensando a questo viaggio e mi sto chiedendo cosa mi mancherà del Sud.
Sicuramente le ombre nette, date dal sole e dalla luce cosi intensa. I vicoli stretti e le finestre che danno su queste stradine, dalle quali fuoriuscivano voci, odore di sugo e rumore di forchette che animavano le mie passeggiate di mezzogiorno. I mandarni, raccolti direttamente dagli alberi e il restare in silenzio ad osservare i palazzi, pensando alla loro storia: dalle dominazioni di  spagnoli e francesi, ai terremoti che li hanno colpiti fino ad arrivare a tutte le storie semplici e normali delle genti che questi angoli del paese li hanno vissuti.
fontana
La fontanella accanto alla Chiesa dell'Immacolata




  

Il palazzo Pisani a Taurianova

Percorrere Via gemelli per poi svoltare su Via Colombo è diventata un’abitudine. Anche perché alla fine del vicolo, c’è uno degli spazi più belli di Taurianova. Il cambio di scala dimensionale, passando dallo stretto vicolo allo slargo di Palazzo Pisani, è uno dei tesori del centro storico di Taurianova. Mi siedo sul marciapiede, dal quale provero ad illustrare questo scorcio di meridione.
palazzo pisani

Vico Cavatore a Taurianova

“Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.” Penso alle belle parole di Saramago mentre cammino in questa traversa di Via Roma. E’ incredibile scoprire solamente dopo 34 anni, questo vicolo di Taurianova. Nei muri, tracce di un passato quasi dimenticato.
vico cavatore
Vico Cavatore - Taurianova 2016

Taurianova. La bellezza del tempo lento


Francesco Fontana, via paladino
Via Paladino a Taurianova 
Ho notato che non è facile camminare a Taurianova, è da 10 giorni che sono in paese ed ogni volta che devo spostarmi mi viene gentilmente offerto un passaggio. 
Ma come si può apprezzare la bellezza di un vicolo, osservare una pianta rampicante che ha preso il posto di una famiglia probabilmente emigrata al Nord, come si può spiare la conversazione di due anziani seduti in una panchina a piazza Italia, come ascoltare il rumore di piatti e forchette di chi sta mangiando e lascia la porta d'ingresso ancora aperta, in questo sud dove una porta aperta era la continuazione della strada ed era il nostro modo di vivere e di essere comunità. 
Come apprezzare con una macchina la bellezza della lentezza che un solo un paese può offrire.

Se non è un giorno di lavoro se non si ha fretta perché non lasciare la macchina per vivere la vera dimensione di un luogo?



Villa Zerbi, una dimora storica a Taurianova

Nella zona alta di Via Roma a Taurianova, c'è una dimora storica che è stata la causa della mia passione per l'architettura.
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villa Zerbi a Taurianova
Un edificio che insieme alla Chiesetta di San Nicola richiamavano la mia attenzione già ai tempi delle scuole, quando fungevano da scenografie ai tanti giochi che a quei tempi si facevano per strada.
Villa Zerbi è costruita in stile tardo barocco con rimandi al barocco leccese, costruito subito dopo il terremoto del 1783.
Se passate da Via Roma, fermatevi ad ammirare il bel portale barocco, pensando magari a quando in questo angolo di Radicena nel 1800, la gente si radunava per assistere alle celebrazioni nella piccola cappella di San Nicola, costruita e data in regalo ad una delle figlie della nobile famiglia.


La Chiesetta dedicata a San Francesco di Paola, tra Taurianova e Cittanova

C'è un piccolo tempio al quadrivio di bombino, tra Cittanova e Taurianova, oramai dimenticato e abbandonato.
Uno dei tanti tesori disseminati qui e li nella piana di Gioia Tauro. 
Oggi, ho saltato la recinzione, sconfinando probabilmente in una proprietà privata, ma nè è valsa la pena.
Sopra il portone d'ingresso la storia del tempietto, che mi auguro possa essere riscoperto e salvato dal degrado.
È una cappella del 1890, voluta da Vincenzo De Leonardis, dedicato a San Francesco di Paola.

La piccola cappella dedicata a San Francesco di Paola, risalente al 1890


I Pontalto a Taurianova



Ci sono diversi palazzi e dimore storiche a Taurianova e quello dei Pontalto in Via Galliano è caratterizzato da uno dei più bei portali. Ho disegnato diverse volte questo vicolo, ma ogni volta viene fuori qualche dettaglio che mi era sfuggito in precedenza, come la scritta in calce del Conte Pontalto

il Palazzo del conte Pontalto si trova in una traversa di Via Roma

Una porta su Parigi

Spostandomi tutti i giorni con i mezzi pubblici, avevo cominciato a sviluppare  i sintomi del viaggiatore in metropolitana: intolleranza alla folla, al cattivo odore, senso esasperato del tempo, passo veloce, sguardo spento e indifferente.
Prendere la metropolitana purtroppo era un'esigenza e non potevo farne a meno, non riuscivo a trovare una valida altrenativa e quindi mi limitavo a subirne gli impulsi negativi
Ho cominciato a riapprezzare quello che per me stava diventando un problema, quando mi sono reso conto, che ad ogni uscita della metropolitana, corrispondeva una porta sulla città.
Da quel momento in poi, per me, risalire i gradini della metropolitana, tornare alla luce era come incontrare Parigi.
Insomma, aprivo la porta e mi ritrovavo  davanti la tour Eiffel, l'arco di trionfo, il grande arche, il Louvre o una semplice piazza con i fiorai che sistemavano tulipani e gerani, i fruttivendoli che allestivano con vere e proprie composizioni artistiche la frutta sulle bancarelle,  o l'odore di baguette e dolci appena sfornati.
metro gambetta
L'uscita della metro di Place Gambetta, è come una porta sul XX Arrondissement, nel quale vivo da due anni e mezzo oramai.




Il quotidiano Parigino

Per vivere a Parigi, bisogna abituarsi a tante cose e scendere a compromessi con la città. Ma c'è una cosa, alla quale ancora non mi sono abituato.
È quando nella vita quotidiana, vivi accanto al fascino della storia, sfiorando la bellezza di architetture e paesaggi, pensando magari, ad una bolletta da pagare o alla spesa da dover fare.
Cara Nôtre Dame, che cosa mangiamo stasera?

Nôtre Dame

Autunno a Parigi

In questi giorni, Parigi sta cambiando volto.
A differenza del sud Italia qui il passaggio dall'estate all'autunno é marcato dai meravigliosi colori degli alberi.
autunno
Paris, disegnando a Place de la Republique in ottobre
Rossi, e gialli dalle tante sfumature tinteggiano il cielo è le strade. Le foglie iniziano a cadere già da fine agosto e adesso a metà ottobre, si cammina su marciapiedi multicolore.
disegni, usk
Parigi. Attorno Pere Lachaise
Questa neve d'autunno che al minimo soffio di vento cade dagli alberi é magica. Mi piace percorrere i viali meno frequentanti, quelli invasi dalle foglie. Ogni tanto ne raccolgo qualcuna. Spesso apro la porta di casa con un bouquet di foglie raccolte per strada. Rossi, bordeaux, gialli, ocra, marroni.
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disegnando l'autunno di Rue Belgrand nel XX Arrondissements
Se dovesse capitarti di essere a Parigi in autunno, svegliati all'alba e passeggia in uno dei tanti parchi. Il leggero rumore del vento, unito ai colori dell'autunno, sarà uno degli spettacoli piú belli che Parigi saprà concederti.
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La strada del museo Picasso nelle Marais

In giro a Taurianova - Edizione limitata


Ho pubblicato il taccuino: IN GIRO A TAURIANOVA - 23 Luglio 2013, in 250 copie numerate e firmate.
Il formato chiuso è di 10*21cm, il formato aperto è invece di 50*21 cm.


Il taccuino è composto da dieci pagine chiuse a fisarmonica.


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Il taccuino: In giro a Taurianova - edizione limitata - Pixartprinting 2015
 TITOLO: In giro a Taurianova - 23 luglio 2013

AUTORE: Francesco Fontana

FORMATO: 10 pagine a fisarmonica. 10*21cm (chiuso) 50*21cm (aperto)

TIRATURA: 250 copie in edizione limitata, numerate e firmate

ANNO  STAMPA: Settembre 2015


COSTO: 1,50 Euro + spese di spedizione 

ACQUISTA: Contattami direttamente all'indirizzo N.D


N.B. COPIE ESAURITE. IL CARNET NON E' PIU' DISPONIBILE

La Via Gemelli: strada di Nino, Micu e du zzi Peppinu

Qualche giorno fa, avevo deciso di pubblicare su Facebook, uno schizzo che avevo realizzato in Via Gemelli, una storica strada di Taurianova, mio paese natale situato nella provincia di Reggio Calabria.
Francesco Fontana
Via Gemelli a Taurianova 
Inaspettatamente, il disegno aveva fatto riaffiorare emozioni e ricordi, da parte di alcuni utenti facebook che hanno dato nuova vita allo schizzo, rempiendolo di personaggi che  avevano vissuto in quella via.
Dai ricordi é riaffiorato il tempo in cui in Via Gemelli vivevano mastru Pascali, mastru Nino u scarparu, Cicciu u stecchinu, u zzi Peppinu, u tri coccia e tanti altri ancora.
E' triste passeggiare tra i vicoli e  pensare che qui, non  c'è più Mica cu Sapuni, la cantina del vino, ma solo tanto degrado.
Mi auguro che presto si aprano nuovi scenari per questi vicoli del paese, per farli rivivere, restituendo cosi una storia alla comunità di Taurianova.




I volti di Père Lachaise

Pere Lachaise é il cimitero monumentale di Parigi.
Oltre ai tanti personaggi famosi, sepolti all'interno, le sculture, insieme alle architetture e al verde, sono per me, un motivo valido per visitarlo.
Oggi sono entrato a Père Lachaise per disegnare qualcuno di questi volti.

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Una delle sculture di Pere Lachaise

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Uno dei volti situato al nord di Père Lachaise 

Praga. Il parco di Stromovka

A pochi metri da casa, si trova il parco di Stromovka.
Ogni volta che a Praga nevica, mi piace passeggiare nella solitudine di questo parco, ex riserva di caccia reale, tagliato in due dalla Moldava.

Dentro al parco c'è un lago ghiacciato 

L'ingresso al parco 

Il ponte Carlo ed i Vodnik

Grazie a questo soggiorno in Repubblica Ceca, ho il privilegio di vivere un luogo in diversi momenti, con il sole per esempio, o con la pioggia quando i paesaggi della Moldava appaiono ancora più gotici di  quanto non lo siano in realtà.
A Praga nevica spesso, ed è una meraviglia, quando gli stessi luoghi si coprono di bianco, o quando la temperatura scende sotto i meno venti, ed i turisti sono altrove.
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Il ponte Carlo
Ogni mattina per andare al lavoro, attraverso Malà Strana, la città piccola, ed è difficile non farsi catturare dal fascino di questo  quartiere.
Il tram scivola via, sotto arcate in pietra, Chiese gotiche e barocche,mentre  strane sculture, fanno da  guardiane  a colline e vigneti che si gettano a stapiombo, sulla città, fatta di guglie e campanili.
Osservando questi luoghi, non è difficile capire il perchè, Praga, abbia ispirato pittori, musicisti e poeti.
La storia di Karlùv Most, è davvero preziosa.
Le statue sembrano fare da custodi ai segreti di questo luogo e ovunque, sembrano nascondersi gli spiriti del ponte: i Vodnik!
Sono delle strane creature, dalle mani palmate, che vivono sott'acqua, ma che possono trascorrere del tempo sulla terraferma, almeno finchè i loro vestiti sono bagnati.
Hanno un compito nobile i Vodnik, salvano le anime delle genti annegate nella Moldava, e le  conservano in piccole ampolle, nascoste tra le alghe.
Di carattere dispettoso, amano passare le serate gelide, in una delle tante birrerie disseminate a Malà Strana, ma fate attezione a non suscitare la loro ira, perchè questi esseri, sono talemente vendicativi che potrebbero farvi annegare  nelle acque gelide del fiume.

Arriva à littorina!

U trenu a Carvuni, così chiamavano i nonni "la littorina".
Arrivava col suo fischio inconfondibile, attraversando boschi d'ulivi secolari.
Era il 1921.
Novantadue anni fa, le genti delle campagne, correvano a guardare quel trenino che partiva da Gioia Tauro e passava per Rizziconi, Cannavà, Amato, San Martino, Taurianova,Cittanova, Polistena, fino ad arrivare a Cinquefrondi.

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Una littorina ferma alla stazione di Cinquefrondi
Quasi li immagino i miei conterranei, vivendo quel momento.
L'entusiasmo delle genti dei campi, catturato e raccontato, vivido nei ricordi di quel treno tirato a fatica da una locomotiva a carbone. Lo stesso trenino che hanno vissuto migliaia di studenti, spostandosi tra i vari paesi. Quei paesi che senza rendersene conto, diventavano l'uno essenziale per l'altro.
Ognuno coi propri bisogni, ognuno con le proprie caratteristiche.
Centralità, all'interno di un sistema, maggiore.
Tu dove andrai a scuola? Io a Taurianova, al geometra! Il classico è a Cittanova. Farò il magistrale a Polistena. Ma il linguistico è a Gioia?
Già dalla fine delle scuole medie, ci si confrontava con quello che sarebbe stato "il nostro Arcipelago", la nostra Piana di Gioia Tauro.
Già da allora, la littorina ci avrebbe collegato, ci avrebbe traghettato da una parte all'altra, tagliando insieme a noi, col suo fischio inconfondibile, boschi d'ulivi e colorati mandarini.
E nel 2009 quando decisi di usare la littorina, mi resi conto del strano destino al quale andava incontro.
Il lento e poco comodo ritrmo del viaggio, fino alla stazione F.S. di Gioia Tauro, era spezzato dalle fermate nelle cadenti stazioni.
Agavi e canne palustri, facevano da sfondo ai pochi immigrati, che si spostavano da un campo all'altro, ed io ero il vero straniero, l'unico ad emigrare con la valigia verso la stazione dei treni di Gioia.
Uno strano abbandono quello estivo, la littorina sedotta dai mesi scolastici, veniva adesso abbandonata. Diverse volte mi chiedevo perchè. Perchè quella littorina non traghettava le genti al "Porto degli Ulivi" di Rizziconi? Mi chiedevo perchè quella littorina, scivolava via dall'ospedale di Polistena, punto di riferimento, anche se discutibile dell'arcipelago del Tauro!
Mi chiedevo perchè la littorina ignorava il polo commerciale di Gioia, attrattore nella piana, e causa adesso di congestione stradale.

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Littorine ferme a Taurianova.
Era come vivere due dimensioni diverse. L'estate arrivava e la littorina viveva la sua nuova dimensione!
Da un lato le macchine della Piana, la benzina, l'inquinamento, dall' altro io e i lavoratori dei campi, intervallati da masse di turisti tedeschi, che invadevano la littorina in alcuni giorni della settimana.
Tornavo da Reggio, dalle revisioni del laboratorio di sintesi finale, ed a Gioia Tauro mi mescolavo a questa massa di turisti. Aspettavamo il trenino insieme, che portava me ad Amato e loro a spasso tra i boschi d'ulivi, tra foglie argentee che si perdevano nell'orizzonte mediterraneo e colorati aranceti che immortalavano con le loro macchine fotografiche. Era incredibile! Quei tedeschi, stavano fotografando la campagna di papà!
Io scendevo prima, ed era curioso dover chiedere permesso in inglese, facendomi spazio in mezzo a quei tedeschi esaltati!
Loro continuavano verso il castello di San Giorgio Morgeto, io tornavo all'altro livello, quello delle campagne frazionate,quello dei pochi consorzi e degli uliveti troppo alti per regalare un'olio di qualità.