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Nella foresta di Nemours

In genere, chi visita  Parigi considera poco l'île de France, la regione che include Parigi, o la considera solamente per visitare Versailles o Disneyland.
In realtà  l'île de France è una regione ricca,  con un territorio che nasconde dei tesori che per sfortuna o per fortuna, rimangono fuori dai principali circuiti tutistici.  Qualche giorno fa, ho visitato la foresta di Nemours, ai confini dell' Île de France, ad un'ora e un quarto da Parigi.  Nella regione, ci sono delle foreste più importanti e attrezzate da visitare, ma oltre al fascino dell'itinerario poco battuto, l'altro motivo che mi ha portato a Nemours è stato quello dell' accessibilità: l'abbonamento ai mezzi, permette di spostarsi in tutta la regione senza spendere ulteriori soldi per i biglietti.  Il treno è arrivato a Nemours a mezzogiorno, nel paesino splendeva il sole, poche nuvole e temperatura quasi estiva. Appena sceso dal treno, ho percepito subito il ritmo lento del …
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I tetti di Parigi

Siete già stati a Parigi? Se la risposta è sì, spero che abbiate avuto la possibilità di guardare la città dall'alto. Anche solo da una ventina di metri d'altezza per poter cambiare punto di vista e godervi lo spettacolo dei tetti.
Tegole scure e comignoli arancioni di diverse altezze, creano un ritmo armonioso  che seguendo il fiume, un viale alberato o circondando un parco, contribuiscono a comporre l'immagine elegante ed ordinata della Parigi di Haussman fatta di tetti mansardati in ardesia a 45 gradi.  Per poter osservare Parigi dall'alto, oltre alla Tour Eiffel e il campanile di Notre Dame,  vi consiglio la terrazza dell'istituto del mondo arabo, quella delle gallerie La Fayette, la scalinata del Sacre Cœur di Montmartre, la torre Montparnasse, il parco di Belleville o di Père Lachaise, o dai piani più alti di qualsiasi edificio pubblico e privato.

L'inaugurazione della biblioteca BNF Richelieu

Oggi sono andato all'inaugurazione della biblioteca BNF Richelieu situata nel cuore di Parigi e chiusa per restauro durante cinque anni.  Un'occasione quasi unica per visitare una delle biblioteche storiche della città.
Neanche i parigini si sono lasciati sfuggire l'occasione ed al mio arrivo c'era già la fila che partiva dal 58 Rue de Richelieu  e si estendeva per metà isolato.
Freddo e neve hanno reso l'attesa snervante ma una volta entrato, la sala Labrouste ha ricompensato l'ora e mezza fatta in in fila catapultandomi nel bello di un'architettura del 1800, realizzata da Henri Labrouste, che ne esegui il progetto, subito dopo averne terminato quello di Sainte Genevieve.


Le mie illustrazioni tra i vicoli di Taurianova

Con la presentazione della mostra nella storica Villa Zerbi di Taurianova, é cominciata ieri l'esposizione di dodici mie illustrazioni tra i vicoli di Taurianova. Un invito alla riscoperta dei valori mediterranei e del viaggio lento, tramite un percorso  che è possibile trovare a questo link: http://www.consultassociazionitaurianova.org/taccuino-di-viaggio/percorso


La conciergerie

Oggi è una giornata fredda e c'è molto vento sulla Senna.
Dall' Hotel de Ville, mi sto spostando verso i giardini des Tuileries.
Mi piace molto camminare lungo il fiume, anche perchè con un colpo d'occhio, riesco a riunire diversi palazzi che raccontano la storia di Parigi.
Davanti  a me c'è l'île de la Cité, sulla quale spunta il campanile delle Cattedrale di Notre Dame, accanto alla Chiesa, la conciergierie, che ad oggi, è l' edificio che più mi ha colpito da quando sono a Parigi.
E' uno splendido palazzo gotico che nel tempo ha avuto diversi usi e funzioni: è stata dimora reale prima che i sovrani l'abbandonassero preferendo il Louvre e il castello di Vincennes e fù adibita a prigione rivoluzionaria, divenendo uno dei più importanti luoghi di detenzione durante la rivoluzione francese.
Osservo il prospetto turrito severo ed elegante, provando a ricostruire la storia di Maria Antonietta, una delle prigioniere più celebri di questo palazzo medievale.

La metro di Jourdain

In base alla zona di Parigi che devo raggiungere, da casa ho la possibilità di prendere due linee diverse della metropolitana: la linea 3 a place Gambetta e la 11 a Jourdain. Entrambe situate in due luoghi suggestivi della ventesima circoscrizione.
La metro di Gambetta, si trova nel punto amministrativo del quartiere. E' li che si trova il comune, è li che si trova uno dei principali snodi urbani, è li dove si concentrano le banche. Trovate il disegno qui: DISEGNO GAMBETTA.
La metro di Jourdain invece è localizzata in un punto più discreto, soprattutto per me, che arrivando da Rue des Pyrénées, un grande viale alberato e trafficato, imbocco la piccola ed intima Rue du Jourdain. Il bello di Parigi è che la gigantesca dimensione urbana e demografica ( 21.000 abitanti per chilometro quadro) é composta da minuscole realtà, ed una di queste, sono le tante piccole librerie di quartiere che caratterizzano le vie.
Ogni tanto mi fermo davanti agli espositori esterni delle librerie di …

Il tempo lento in Via Gemelli a Taurianova

Ci sono angoli di Taurianova che sono poi riconoscibili un pò dappertutto in Calabria.
A San Lorenzo, come a Palizzi, Cittanova, San Giorgio o ancora Badolato.
Edifici fatti di archi, scalette, passerelle e ballatoi che collegano e prolungano.
Sono angoli, da scoprire con quel tempo lento, che tanto amo e dei quali sento la mancanza quando sono a Parigi.

Il palazzo Pisani a Taurianova

Percorrere Via gemelli per poi svoltare su Via Colombo è diventata un’abitudine. Anche perché alla fine del vicolo, c’è uno degli spazi più belli di Taurianova. Il cambio di scala dimensionale, passando dallo stretto vicolo allo slargo di Palazzo Pisani, è uno dei tesori del centro storico di Taurianova. Mi siedo sul marciapiede, dal quale provero ad illustrare questo scorcio di meridione.

Vico Cavatore a Taurianova

“Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.” Penso alle belle parole di Saramago mentre cammino in questa traversa di Via Roma. E’ incredibile scoprire solamente dopo 34 anni, questo vicolo di Taurianova. Nei muri, tracce di un passato quasi dimenticato.

Taurianova. La bellezza del tempo lento

Ho notato che non è facile camminare a Taurianova, è da 10 giorni che sono in paese ed ogni volta che devo spostarmi mi viene gentilmente offerto un passaggio.
Ma come si può apprezzare la bellezza di un vicolo, osservare una pianta rampicante che ha preso il posto di una famiglia probabilmente emigrata al Nord, come si può spiare la conversazione di due anziani seduti in una panchina a piazza Italia, come ascoltare il rumore di piatti e forchette di chi sta mangiando e lascia la porta d'ingresso ancora aperta, in questo sud dove una porta aperta era la continuazione della strada ed era il nostro modo di vivere e di essere comunità.
Come apprezzare con una macchina la bellezza della lentezza che un solo un paese può offrire.
Se non è un giorno di lavoro se non si ha fretta perché non lasciare la macchina per vivere la vera dimensione di un luogo?

Villa Zerbi, una dimora storica a Taurianova

Nella zona alta di Via Roma a Taurianova, c'è una dimora storica che è stata la causa della mia passione per l'architettura.
Un edificio che insieme alla Chiesetta di San Nicola richiamavano la mia attenzione già ai tempi delle scuole, quando fungevano da scenografie ai tanti giochi che a quei tempi si facevano per strada. Villa Zerbi è costruita in stile tardo barocco con rimandi al barocco leccese, costruito subito dopo il terremoto del 1783.
Se passate da Via Roma, fermatevi ad ammirare il bel portale barocco, pensando magari a quando in questo angolo di Radicena nel 1800, la gente si radunava per assistere alle celebrazioni nella piccola cappella di San Nicola, costruita e data in regalo ad una delle figlie della nobile famiglia.


La Chiesetta dedicata a San Francesco di Paola, tra Taurianova e Cittanova

C'è un piccolo tempio al quadrivio di bombino, tra Cittanova e Taurianova, oramai dimenticato e abbandonato.
Uno dei tanti tesori disseminati qui e li nella piana di Gioia Tauro.  Oggi, ho saltato la recinzione, sconfinando probabilmente in una proprietà privata, ma nè è valsa la pena.
Sopra il portone d'ingresso la storia del tempietto, che mi auguro possa essere riscoperto e salvato dal degrado.
È una cappella del 1890, voluta da Vincenzo De Leonardis, dedicato a San Francesco di Paola.



I Pontalto a Taurianova

Una porta su Parigi

Spostandomi tutti i giorni con i mezzi pubblici, avevo cominciato a sviluppare  i sintomi del viaggiatore in metropolitana: intolleranza alla folla, al cattivo odore, senso esasperato del tempo, passo veloce, sguardo spento e indifferente.
Prendere la metropolitana purtroppo era un'esigenza e non potevo farne a meno, non riuscivo a trovare una valida altrenativa e quindi mi limitavo a subirne gli impulsi negativi
Ho cominciato a riapprezzare quello che per me stava diventando un problema, quando mi sono reso conto, che ad ogni uscita della metropolitana, corrispondeva una porta sulla città.
Da quel momento in poi, per me, risalire i gradini della metropolitana, tornare alla luce era come incontrare Parigi.
Insomma, aprivo la porta e mi ritrovavo  davanti la tour Eiffel, l'arco di trionfo, il grande arche, il Louvre o una semplice piazza con i fiorai che sistemavano tulipani e gerani, i fruttivendoli che allestivano con vere e proprie composizioni artistiche la frutta sulle b…

Il quotidiano Parigino

Per vivere a Parigi, bisogna abituarsi a tante cose e scendere a compromessi con la città. Ma c'è una cosa, alla quale ancora non mi sono abituato.
È quando nella vita quotidiana, vivi accanto al fascino della storia, sfiorando la bellezza di architetture e paesaggi, pensando magari, ad una bolletta da pagare o alla spesa da dover fare.
Cara Nôtre Dame, che cosa mangiamo stasera?


La Via Gemelli: strada di Nino, Micu e du zzi Peppinu

Qualche giorno fa, avevo deciso di pubblicare su Facebook, uno schizzo che avevo realizzato in Via Gemelli, una storica strada di Taurianova, mio paese natale situato nella provincia di Reggio Calabria.
Inaspettatamente, il disegno aveva fatto riaffiorare emozioni e ricordi, da parte di alcuni utenti facebook che hanno dato nuova vita allo schizzo, rempiendolo di personaggi che  avevano vissuto in quella via.
Dai ricordi é riaffiorato il tempo in cui in Via Gemelli vivevano mastru Pascali, mastru Nino u scarparu, Cicciu u stecchinu, u zzi Peppinu, u tri coccia e tanti altri ancora.
E' triste passeggiare tra i vicoli e  pensare che qui, non  c'è più Mica cu Sapuni, la cantina del vino, ma solo tanto degrado.
Mi auguro che presto si aprano nuovi scenari per questi vicoli del paese, per farli rivivere, restituendo cosi una storia alla comunità di Taurianova.




La nuova Mairie del XX Arrondissement

Avevo appena fatto un sopralluogo e stavo rientrando a casa, percorrendo l'Avenue du Père Lachaise.
È una strada piccola, che collega il cimitero a place Gambetta.
A Parigi di strade così ce ne sono tante, luoghi intimi dove le macchine hanno un' altra velocità, le botteghe e i locali, vivono una dimensione diversa.
In quella stradina, si potevano leggere ancora le tracce di un territorio che nel 1600 non apparteneva a Parigi. Dovevano ancora passare duecento sessant' anni prima che il barone Haussmann integrasse Charonne e una parte della Belleville alla capitale.
Mi ero appena lasciato a destra un tipico bar parigino, quando mi sono ritrovato su place Gambetta. La fontana della piazza era spenta, e gli alberi con il loro rami spogli, creavano un disordine, che lasciava intravedere qui e la i tipici tetti blu, dai mille comignoli arancioni.
È stata una sorpresa, notare che il comune del ventesimo arrondissement, era stato liberato dall' impalcatura, che ne…

Il ponte Carlo ed i Vodnik

Grazie a questo soggiorno in Repubblica Ceca, ho il privilegio di vivere un luogo in diversi momenti, con il sole per esempio, o con la pioggia quando i paesaggi della Moldava appaiono ancora più gotici di  quanto non lo siano in realtà.
A Praga nevica spesso, ed è una meraviglia, quando gli stessi luoghi si coprono di bianco, o quando la temperatura scende sotto i meno venti, ed i turisti sono altrove.
Ogni mattina per andare al lavoro, attraverso Malà Strana, la città piccola, ed è difficile non farsi catturare dal fascino di questo  quartiere. Il tram scivola via, sotto arcate in pietra, Chiese gotiche e barocche,mentre  strane sculture, fanno da  guardiane  a colline e vigneti che si gettano a stapiombo, sulla città, fatta di guglie e campanili.
Osservando questi luoghi, non è difficile capire il perchè, Praga, abbia ispirato pittori, musicisti e poeti.
La storia di Karlùv Most, è davvero preziosa.
Le statue sembrano fare da custodi ai segreti di questo luogo e ovunq…

Arriva à littorina!

U trenu a Carvuni, così chiamavano i nonni "la littorina".
Arrivava col suo fischio inconfondibile, attraversando boschi d'ulivi secolari.
Era il 1921.
Novantadue anni fa, le genti delle campagne, correvano a guardare quel trenino che partiva da Gioia Tauro e passava per Rizziconi, Cannavà, Amato, San Martino, Taurianova,Cittanova, Polistena, fino ad arrivare a Cinquefrondi.

Quasi li immagino i miei conterranei, vivendo quel momento.
L'entusiasmo delle genti dei campi, catturato e raccontato, vivido nei ricordi di quel treno tirato a fatica da una locomotiva a carbone. Lo stesso trenino che hanno vissuto migliaia di studenti, spostandosi tra i vari paesi. Quei paesi che senza rendersene conto, diventavano l'uno essenziale per l'altro.
Ognuno coi propri bisogni, ognuno con le proprie caratteristiche.
Centralità, all'interno di un sistema, maggiore.
Tu dove andrai a scuola? Io a Taurianova, al geometra! Il classico è a Cittanova. Farò il magistrale a Polis…

Monastero Bormida

Questa mattina siamo partiti presto da Alessandria, l'idea è stata quella di approfittare della pasquetta per fare un giro nelle campagne dell'Astigiano.
Non sapendo quanto durerà la mia permanenza in Piemonte, ho preso l'occasione al volo.
L'entroterra  è affascinante, i paesaggi sono collinari, piccoli borghi, si alternano a filari di vigneti, noccioli e fiori. Siamo nelle terre delle eccellenze italiane: quelli del barbera, del barbaresco, della nocciola e del tartufo.
La macchina va, mentre nel cielo il sole si alterna alle nuvole.
Non c'è una meta fissa,  ci fermeremo per pranzare, per poi ripartire. 
All'ora di pranzo, ci ritroviamo in un piccolo borgo, cè proprio tutto, il ponte in pietra, il fiume, il castello, che a differenza del classico villaggio medievale, è posizionato in basso rispetto al centro storico.
Sembra che il paese si sia sviluppato  al contrario! Perché nel medioevo, qualcuno aveva pensato di costruire un luogo così vulnerabile?