08 dic 2016

Gli abeti come delle piccole folie in città

Sembrano delle installazioni, come delle piccole folie, sparse per la città, tutti questi abeti.
Fiorai e supermercati li vendono sui marciapiedi, boulangeries e fromageries, li mettono davanti alla porta,
Ci sono alberi dappertutto e confesso che ogni tanto ne stacco un ago per poi spezzarlo in due.
L'odore che si prigiona rievoca quei Natali da bambino, dove  quelle casette appese all'albero diventavano un vero e proprio villaggio incantato.

fontana diario viaggio
Cite Berryer - Parigi

07 dic 2016

La conciergerie

Oggi sulla Senna, tira un vento gelido, fa tanto freddo a Parigi. Cammino lungo il fiume, verso le pont neuf. 
Mi piace quest' angolo della città. Davanti a me c'è la conciergerie. L’edificio che più mi ha colpito da quando sono arrivato a Parigi. E' stata dimora reale ma anche l’ultima prigione di Maria Antonietta.  E’ uno dei  gioielli della Parigi medievale, che arrichisce il lungo Senna col suo prospetto turrito. 
In estate da queste parti viene allestita Paris Plage, una spiaggia finta, dove chi resta in città viene a trovare conforto, su di una spiaggia artificiale, spesso senza sole. 
Sole che invece abbonda in Calabria, ma che spesso viene snobbato, sprecato come tutte le cose che ci circondano e che diamo per scontate. 
il prospetto della conciergerie che da sulla Senna


29 nov 2016

La porta di Jourdain

Si è vero, non amo la metropolitana, ma impazzisco per le sue porte su Parigi. Ogni uscita è una storia, come quella della Chiesa di Saint Jean Baptite de Belleville, circondata da tante piccole librerie monotematiche. Altro che Tour Eiffel!

L'uscita della metropolitana a Jourdain

07 nov 2016

Il tempo lento in Via Gemelli a Taurianova

Ci sono angoli di Taurianova che sono poi riconoscibili un pò dappertutto in Calabria.
A San Lorenzo, come a Palizzi, Cittanova, San Giorgio o ancora Badolato. 
Edifici fatti di archi, scalette, passerelle e ballatoi che collegano e prolungano.
Sono angoli, da scoprire con quel tempo lento, che tanto amo e che  adesso mi manca un pò in questa Parigi frenetica.

Via Gemelli
Uno scorcio di Via Gemelli

02 nov 2016

Ligny le Ribault. Tra i castelli della Loira

Pubblico il disegno della chiesa di Ligny le Ribault,  dopo tre giorni di immersione tra i castelli della Loira.
Un tour tra vigneti, castelli e vecchi borghi.
Di questo viaggio mi porterò dietro molti ricordi, ma uno dei più belli è quello dei tanti paesini medievali attraversati tra un castello e l'altro.
Ognuno con la propria chiesetta Romanico/Gotica, al centro di piccole case in pietra con i comignoli fumanti per il grande freddo, che avvolgeva questo angolo della Francia.

tour, chiesa
La chiesetta di Ligny le ribault




27 ott 2016

Ciao Sud. Rientro a Parigi

Oggi é il primo risveglio a Parigi, dopo tredici giorni passati a Taurianova, sto pensando a questo viaggio e mi sto chiedendo cosa mi mancherà del Sud.
Sicuramente le ombre nette, date dal sole e dalla luce cosi intensa. I vicoli stretti e le finestre che danno su queste stradine, dalle quali fuoriuscivano voci, odore di sugo e rumore di forchette che animavano le mie passeggiate di mezzogiorno. I mandarni, raccolti direttamente dagli alberi e il restare in silenzio ad osservare i palazzi, pensando alla loro storia: dalle dominazioni di  spagnoli e francesi, ai terremoti che li hanno colpiti fino ad arrivare a tutte le storie semplici e normali delle genti che questi angoli del paese li hanno vissuti.
fontana
La fontanella accanto alla Chiesa dell'Immacolata




  

23 ott 2016

Taurianova. La bellezza del tempo lento

Ho notato che non è facile camminare a Taurianova. È da dieci giorni che sono in paese ed ogni volta che devo spostarmi, mi viene gentilmente offerto un passaggio.
Ma come si può apprezzare la bellezza di un vicolo, osservare una pianta rampicante che ha preso il posto di una famiglia oramai emigrata al nord, come si può spiare la conversazioni due anziani seduti su una panchina a piazza Italia, come ascoltare il rumore di piatti e forchette di chi sta mangiando e lascia la porta d'ingresso ancora aperta, in questo sud, dove la porta aperta era la continuazione della strada ed era il nostro modo di vivere e d'essere comunità.
Come si può apprezzare con una macchina la bellezza della lentezza che solo un paese può offrire?

Francesco Fontana, via paladino
Via Paladino a Taurianova 


21 ott 2016

Villa Zerbi, una dimora storica a Taurianova

Nella zona alta di Via Roma a Taurianova, c'è una dimora storica che è stata la causa della mia passione per l'architettura.
villa Zerbi a Taurianova
Un edificio che insieme alla Chiesetta di San Nicola richiamavano la mia attenzione già ai tempi delle scuole, quando fungevano da scenografie ai tanti giochi che a quei tempi si facevano per strada.
Villa Zerbi è costruita in stile tardo barocco con rimandi al barocco leccese, costruito subito dopo il terremoto del 1783.
Se passate da Via Roma, fermatevi ad ammirare il bel portale barocco, pensando magari a quando in questo angolo di Radicena nel 1800, la gente si radunava per assistere alle celebrazioni nella piccola cappella di San Nicola, costruita e data in regalo ad una delle figlie della nobile famiglia.


20 ott 2016

La Chiesetta dedicata a San Francesco di Paola, tra Taurianova e Cittanova

C'è un piccolo tempio al quadrivio di bombino, tra Cittanova e Taurianova, oramai dimenticato e abbandonato.
Uno dei tanti tesori disseminati qui e li nella piana di Gioia Tauro. 
Oggi, ho saltato la recinzione, sconfinando probabilmente in una proprietà privata, ma nè è valsa la pena.
Sopra il portone d'ingresso la storia del tempietto, che mi auguro possa essere riscoperto e salvato dal degrado.
È una cappella del 1890, voluta da Vincenzo De Leonardis, dedicato a San Francesco di Paola.

La piccola cappella dedicata a San Francesco di Paola, risalente al 1890


19 ott 2016

Il villaggio di Scroforio

Oggi sono a Scroforio, un piccolo villaggio della provincia di Reggio Calabria, immerso nel verde di ulivi e aranceti, accanto al torrente Marro. C'è un sole quasi estivo, mentre disegno la chiesetta di questo borgo di 105 anime.

Certo che passare dal comprare un mandarino a 50 centesimi a Parigi, a poterlo raccogliere direttamente da un albero,  mi ricorda ancora una volta quanto è ricca questa bella Calabria.

Il centro del piccolo villaggio di Scroforio



17 ott 2016

I Pontalto a Taurianova

In questi giorni sono a Taurianova e ne sto approfittando per scoprire  la Piana di Gioia Tauro.
Oggi mi sono fermato a disegnare il portone dei Pontalto, in una traversa di Via Roma.

il Palazzo del conte Pontalto si trova in una traversa di Via Roma

12 ott 2016

Autunno a Parigi. Prima della partenza in Calabria

Tra qualche giorno viaggerò in Calabria, ma non potevo lasciare Parigi senza vivermi l'autunno. In questa stagione i colori di Parigi sono  caldi, le foglie colorano le strade come nessun impressionista avrebbe saputo fare.
Ed eccomi a passeggiare a Père Lachaise, in  questo cimitero che è anche uno dei più grandi parchi della città.

Il cimitero di Père Lachaise in autunno 

29 giu 2016

Una porta su Parigi

Spostandomi tutti i giorni in metro, avevo cominciato a sviluppare  i sintomi del viaggiatore in metropolitana.
Intolleranza alla folla, al cattivo odore, senso esasperato del tempo, passo veloce e scattante, sguardo spento e indifferente.
Ho cominciato a riapprezzare quello che per me stava diventando un mezzo di trasporto impossibile, quando mi sono reso conto, che ad ogni uscita della metropolitana, corrisponde una porta sulla città.
Da quel momento in poi, per me, risalire i gradini della metropolitana, tornare alla luce é come entrare a Parigi.
Immaginatevi di aprire la porta e di ritrovarvi accanto alla tour eiffel, davanti all'arco di trionfo, al grande arche, al Louvre o in una semplice piazza, con i fiorai che sistemano tulipani e gerani,  ai fruttivendoli che allestiscono la frutta con  vere e proprie composizioni artistiche, o di sentire l'odore di baguette e dolci provenienti dalle tante boulangeries.
Ecco, queste porte, mi hanno fatto riscoprire la metropolitana, e fare pace  col mio compagno di viaggio casuale, che di fare una doccia non ne vuole proprio sapere.
metro gambetta
L'uscita della metro di Place Gambetta, è come una porta sul XX Arrondissement, nel quale vivo da due anni e mezzo oramai.




08 giu 2016

Il quotidiano Parigino

Per vivere a Parigi, bisogna abituarsi a tante cose e scendere a compromessi con la città. Ma c'è una cosa, alla quale ancora non mi sono abituato.
È quando nella vita quotidiana, vivi accanto al fascino della storia, sfiorando la bellezza di architetture e paesaggi, pensando magari, ad una bolletta da pagare o alla spesa da dover fare.
Cara Nôtre Dame, che cosa mangiamo stasera?

Nôtre Dame, in un giorno di vento

24 mar 2016

Giovedi Santo a Taurianova

Prima di scendere a Taurianova per le vacanze pasquali, ho letto il libro di Francesco Sofia Moretti: "Radicena, quel che vidi e appresi".
Da quel momento, mi ero messo in testa di camminare per le strade di Taurianova, per provare a ritrovare le tracce di quel lontano ottocento, quando tra le strade del paese, alla luce di qualche candela, i confratelli uscivano in processione, flagellandosi con discipline di ferro e cantando il miserere...

18:00 - Sono seduto su una panchina, ad osservare la Chiesa dell'Immacolata. Confesso  che speravo di trovarla aperta nei giorni della Settima Santa. Anche perché è stata una delle Chiese principali della comunità di Radicena.
Accanto alla fontanella della Chiesa dell'Immacolata, c'è un vicolo che percorro per arrivare a San Giuseppe, dove Don Cosimo sta celebrando il rito della lavanda dei piedi. Li c'è tutta la mia famiglia e la comunità nella quale mi sono cresciuto. 
Appena entrato a San Giuseppe, ritrovo mio padre in uno degli ultimi banchi. I ministranti restano con i ceri in mano, mentre dalla piccola saletta accanto alla navata centrale,  si sente il pianto di Samuele, il mio nipotino. Probabilmente mia sorella starà facendo di tutto per non farlo piangere...

20 gen 2016

Prima di rientrare a casa

Capita la sera che prima di rientrare a casa, percorro tutta Rue Vieille du Temple, fino ad arrivare nel cuore della città.
Da un lato il comune, dall'altro lato la Senna e la bella Nôtre dame.
Anche in un giorno di pioggia come questo, Parigi é una città che sa farti vivere di bellezza.

La Senna e il comune 

02 nov 2015

Autunno a Parigi

In questi giorni, Parigi sta cambiando volto.
A differenza del sud Italia qui il passaggio dall'estate all'autunno é marcato dai meravigliosi colori degli alberi.
Paris, disegnando a Place de la Republique in ottobre
Rossi, e gialli dalle tante sfumature tinteggiano il cielo è le strade. Le foglie iniziano a cadere già da fine agosto e adesso a metà ottobre, si cammina su marciapiedi multicolore.
Parigi. Attorno Pere Lachaise
Questa neve d'autunno che al minimo soffio di vento cade dagli alberi é magica. Mi piace percorrere i viali meno frequentanti, quelli invasi dalle foglie. Ogni tanto ne raccolgo qualcuna. Spesso apro la porta di casa con un bouquet di foglie raccolte per strada. Rossi, bordeaux, gialli, ocra, marroni.
disegnando l'autunno di Rue Belgrand nel XX Arrondissements
Se dovesse capitarti di essere a Parigi in autunno, svegliati all'alba e passeggia in uno dei tanti parchi. Il leggero rumore del vento, unito ai colori dell'autunno, sarà uno degli spettacoli piú belli che Parigi saprà concederti.
La strada del museo Picasso nelle marais

15 ago 2015

La Via Gemelli: strada di Nino, Micu e du Zzi Peppinu

Siamo in un momento storico particolare, quello dell'informazione veloce, rapida, siamo tutti incredibilmente collegati.
Se sfruttata bene questa era puó aprire inaspettati scenari e ricordi.
Mi trovavo nella parte alta di Via Gemelli, e ne ho realizzato un veloce disegno. Quando ho deciso di renderlo pubblico su Facebook, come in un affresco di Corrado Alvaro,  i miei amici virtuali, hanno iniziato a ricordare i tempi nei quali loro vivevano in quella Via.
Ed ecco che dai ricordi é riaffiorato il tempo in cui vivevano in Via Gemelli: Mastru Pascali, Mastru Nino u scarparu, Cicciu u Stecchinu, u Zzi Peppinu, u tri coccia...e tanti altri ancora...
Passeggiare adesso è pensare che qui, non  c'è più Mica cu Sapuni, la cantina del vino, ma solo tanto degrado, mi rende triste.
Mi auguro che presto si aprano nuovi scenari per questi vicoli del paese, per farli rivivere, restituendo cosi una storia alla comunità di Taurianova.

Francesco Fontana
Via Gemelli a Taurianova 



02 mar 2015

La nuova Mairie del XX Arrondissement

Place Gambetta,Parigi
La facciata della Mairie del XX Arrondissement
Domenica, avevo appena fatto un sopralluogo e stavo rientrando a casa, percorrendo l'Avenue du Père Lachaise.
È una piccola stradina, che collega l'imponente cimitero a piazza Gambetta.
A Parigi di strade così ce ne sono tante.
Sono strade piccole, romantiche, che di grande metropoli hanno ben poco.
Le macchine hanno un' altra velocità, le botteghe e i locali, vivono una dimensione diversa, più intima.
E in quella stradina, era come se ancora, si potessero leggere le tracce, di un territorio che nel 1600 non apparteneva a Parigi.
Dovevano ancora passare duecento sessant' anni prima che il barone Haussmann integrasse Charonne e una parte della Belleville alla capitale!
Mi ero appena lasciato a destra un tipico bar parigino, quando mi sono ritrovato in piazza Gambetta. La fontana della piazza era spenta, ed i tanti alberi con il loro rami spogli, creavano un meraviglioso disordine, lasciando intravedere qui e la i tipici tetti blu, dai mille comignoli arancioni..
storia parigi, edifici haussmann
Il Comune e la piazza Gambetta arrivando dall' Avenue du Père Lachaise
È stata una grande sorpresa, notare che il Comune, finalmente, era stato liberato dall' imponente impalcatura, che ne nascondeva la facciata da oltre un anno.
La sorpresa più grande erano i tre cancelli rossi che rispetto all'anno passato, avevano cambiato colore, rompendo i toni chiari del prospetto principale.
Non ho idea se il progetto originale prevedeva questa rottura cromatica, ma di certo, rispetto all'anno precedente, il comune si era riempito di luce.
Quel giorno, non mi fissai su un dettaglio che invece osservo spesso, sopratutto
quando scendo i gradini della metropolitana arrivando da Rue de Pyrénées.
L'ultimo sguardo va sempre a questo edificio e al messaggio marcato in lettere capitali sulle sue pietre:

RÉPUBLIQUE FRANÇAISE.  
LIBERTÉ, ÉGALITÉ , FRATERNITÉ

30 nov 2014

Amiens

francesco fontana
Il treno delle nove da Gare du Nord, ci porterà alla scoperta di Amiens. Città ad un'ora e mezza da Parigi
francesco fontana
Lasciata la Rue des troix Cailloux, prendo una stradina secondaria, verso la Cattedrale
francesco fontana
Place Notre Dame -  La maestosa Cattedrale di Amiens è un fuori scala, rispetto al resto. La sua maestosità è impressionante
francesco fontana
Il fiume,i giardini,le architetture, gli spazi urbani...Il centro storico di Amiens, è un susseguirsi di scorci ad alto valore paesaggistico,

04 nov 2014

I volti di Père Lachaise

Pere Lachaise é il cimitero monumentale di Parigi.
Oltre ai tanti personaggi famosi, sepolti all'interno, le sculture, insieme alle architetture e al verde, sono per me, un motivo valido per visitarlo.
Oggi sono entrato a Père Lachaise per disegnare qualcuno di questi volti.

L'ingresso di una cappella a Père Lachaise 

Scultura di una cappella, situata al nord di Père Lachaise 

30 lug 2013

In Giro a Taurianova


Ore 15:05. Sono nato cresciuto e la mia famiglia vive ancora in Via Adua, a pochi metri da Via Roma, una delle strade più belle di  Taurianova.
In ogni paese c’è sempre una strada importante, e Via Roma è la strada che collega miracoli, giardini di limoni e mandarini, credenze popolari, Chiese, processioni ed omicidi.
Ore 15:10. Mi trovo nella  parte alta di Via Roma, sotto casa, all’incrocio con Vico Parrello, per strada non c’è nessuno.
Ho appena incrociato la Chiesetta di S.Nicola.
Le campagne attorno al paese, sono disseminate di cappelle private che giacciono in uno stato di completo abbandono, a volte inaccessibili, coperte da felci ed erbacce.
Per fortuna, la cappella di San Nicola, trovandosi al centro del paese non ha subito le stesse sorti.
Aggiungi didascalia
Lo stile è neoclassico, come il palazzo ad essa annesso, mentre il portale ha richiami gotici.
Resterei ancora un pò per godermi la pace ed il silenzio di questo luogo, ma il caldo irresitibile, mi spinge ad una visita fugace.
Lancio un’ultima occhiata ai caratteristici lampioni, prima di riprendere Via Roma.
Ore 15:30. Scendendo verso la Chiesa Matrice, incontro diverse case abbandonate, alcune di esse, sono senza intonaco.
La poesia che si può leggere tra queste pietre giustifica una sosta.
La pietra reggina è a vista. Probabilmente, molte di queste  costruzioni, furono eseguite con i resti di altre case, demolite dai diversi terremoti. 
Era una cosa comune in passato, non vi era un senso di conservazione, ed è per questo motivo che ovunque, si possono trovare edifici civili e religiosi realizzati con i resti di altre fabbriche.
In queste pietre, si può leggere il trascorrere del tempo. Quanto sarebbero piacute al filosofo Ruskin!
Accanto la Chiesa dell’Immacolata, c’è una fontanella, nella quale mi fermo per bere, trovando ristoro dal caldo pomeridiano. 
Accanto alla fontanella, noto una  bacheca, sulla quale ci sono affissi diversi manifesti funebri; tra i tanti  c’è ne uno che richiama la mia attenzione. E’ un manifesto funebre, dedicato a Mussolini, mi avvicino a leggerlo prima di ripartire.
Ore 15:40. Dopo pochi metri, arrivo in Piazza Macrì.
Piazza Macrì a Taurianova 

Sono davanti al Duomo ed anche qui, poca gente per strada.
Con la mente, torno indietro di  un' anno, al ricordo dei luppinazzi, antica tradizione di Taurianova.
E’ nel 29 agosto di ogni anno,  quando il sole è oramai tramontato, che le genti del paese, si riuniscono in piazza, formando un cerchio spontaneo attorno ad alcuni fasci di lupini.
Ben presto il cerchio diventa massivo,attendendo il primo cittadino che arriverà con un fascio ardente, dando il via, ai lunghi festeggiamenti in onore della Madonna della Montagna.
Allora cala il silenzio, protagoniste divengono le fiamme che divampano davanti agli occhi sgranati di grandi e piccini.
Sui primi fasci ne vengono gettati di nuovi, la piazza si illumina a giorno, mentre il fuoco si innalza crepitando verso il cielo.
Storicamente, queste fiamme avvisavano le genti dei paesi vicini che la novena in onore della Madonna stava per cominciare e facendo un’ altro salto nel passato, con queste fiamme, si dava il benvenuto alla fiera di bestiame e attrezzi agricoli che si svolgeva a Radicena.
Il duomo di Taurianova 

Ma ancora prima di Cristo, in questi luoghi, si svolgeva un rito pagano, era il culto del fuoco, che rappresentava la purificazione e propiziazione. 
E' incredibile come in piazza Macrì, si susseguano riti sacri e profani. Da qui infatti nel lontano 1894, nella commozione cittadina e nelle testimonianza di illustri scrittori, la Madonna venne portata in processione, da un popolo impaurito e commosso dagli occhi della statua che cominciarono a muoversi. Era il giorno del miracolo! 
Il 9 settembre 1894, un negoziante napoletano di nome Ambrogio Incarnato, giunse a  Radicena per la fiera.
Se ne stava in preghiera, contemplando la statua della Vergine, quandogli occhi della statua muoversi convulsamente da destra a sinistra, dall’alto verso il basso.Gridò al miracolo, cosa che richiamò dentro la Chiesa centinaia di fedeli che divennero  testimoni dell’avvenimento. 
La Chiesa Matrice di Taurianova 

Si decise dunque di portare la statua in processione per le vie del paese. Tra le strade di una Radicena e Jatrinoli sconvolte, accadde un'altro fenomeno.Padre F. Danza, astronomo della Specola Vaticana e direttore dell’Osservatorio Meteorico-Geodinamico di Radicena (comune confluito nell’attuale Taurianova), riporta: "intorno alle 23:30 sulla superficie della luna apparve una croce, fissata insistentemente dagli occhi della statua". Il 16 novembre dello stesso anno un terribile terremoto colpì la Piana di Gioia Tauro, lasciando illesa soltanto Taurianova, da allora, i cittadini ricordano il 9 settembre come il giorno del miracolo. 
Resto assorto da questi pensieri, rischiando d’ essere travolto da un’auto che sfreccia accanto a me a tutta velocità E’ un peccato che questo spazio antistante la Chiesa sia oggi una strada/parcheggio asfaltata ed allontanata al tempo lento del pedone. Luoghi così importanti dovrebbero essere restituiti a tutti noi, per tutto l’anno e non soltanto per dodici giorni a settembre.
Ore 15:50. Lasciata la macchina, proseguo a piedi.
Palazzo Lo Schiavo
Diversi palazzi affacciano su Via Roma e nelle piccole viuzze perpendicolari. Le stratificazioni di questi edifici, raccontano di tradizioni e d’ abbandono. Sono pietre che parlano  un dialetto antico.
Alla mia sinistra, c’è palazzo Lo Schiavo, un‘ imponente edificio, datato 1850. 
Lo stesso, affaccia su piazza Garibaldi, uno spazio importante del paese, nel quale decido di sostare, per trovare rifugio dal sole.
Mi fermo sotto una delle tante palme.
P  
Un edificio tipico di Taurianova
iazza Garibaldi è uno spazio molto pittoresco, squadrato nel lato dove si affaccia “Palazzo Lo Schiavo”, morbido dal lato opposto, che con un leggero dislivello, diventa un piccolo belvedere sulla seicentesca chiesa del Rosario, sull ’ex albergo cittadino e su Piazza Italia con le sue belle palme.
Ad aggiungere valore a questa luogo è la statua di Francesco Gemelli Careri, viaggiatore, che nel 1600 partì da Radicena (che oggi  è una delle due zone di Taurianova), per fare il giro del mondo.
E’ stato definito: colui che ha inventato il turismo moderno, e pare che Jules Verne si sia ispirato  proprio a lui per scrivere il famoso: “Giro del mondo in 80 giorni”.
Mi sporgo dal piccolo muretto in pietra bianca, osservando gli edifici circostanti.   
Resto così per qualche minuto, pensando al viaggio di Gemelli mentre gli edifici decadenti che mi circondano, sussurrano di un passato, fatto di fame e tarantelle, briganti e torroni, olive e processioni.
Ore 16:10. Nel 1996 cominciai a studiare al liceo artistico di Reggio.
E da allora, ogni qualvolta rientravo a casa, notavo la differenza tra i due luoghi. 
La chiesetta accanto all'ufficio postale
Sarà che i piccoli centri vivono con lentezza, con meno calcolo e più sentimento, sarà che qui le strade conoscono la mia storia, parlano della mia famiglia, sono le mie radici o più semplicemente, sarà che qui si è lontani dal traffico della grande città, fatto sta, che  quella differenze l ‘avvertivo tutta, ed è tutt’ora  violenta quando ritorno in  paese.
Accanto all’ufficio postale, c’è una piccola chiesa, della quale non conosco bene la storia. 
Quest' angolo del paese è molto suggestivo.
Mi siedo su di un marciapiede, accanto ad un' ape cross, resto in silenzio, ascoltando il rumore degli alberi.
In un’ attimo ritorno bambino, quando da queste parti ci venivo a scuola. 
Era il 1988 quando la 127 blu di mio padre se ne stava parcheggiata da queste parti aspettando che uscissi da scuola.
Frequentavo le scuole elementari del II circolo,e accanto a questa chiesetta c’era un forno, nel quale ogni mattino con ottocento lire, compravo un calzoneper poi mangiarlo a merenda. Quel sapore è ancora li, tra i miei ricordi, e concentrandomi, quasi assaporo quella merenda tanto saporita e tanto meritata dopo ore ed ore passate a ripetere le tabelline!
Ore 16:20. Mi sono fermato a Jatrinoli, davanti alla Chiesa di San Pietro e Paolo.  Noto con stupore, che la fontana de Cumis ha cambiato posizione.
Da quando ho memoria, la fontana giaceva dall’altro lato della strada, davanti al palazzo Contestabile.
La fontana de Cumis a Jatrinoli
A quanto pare, la fontana ha riconquistato la collocazione originale, risalente al 1853.
Ultimamente, sto notando una sensibilità maggiore per il patrimonio artistico ed architettonico di Taurianova.
Mi chiedo se oggi, i bambini delle scuole, vengano portati in giro, tra le strade del paese, alla scoperta di Taurianova.
Quando ero piccolo io, la scuola non mi ha sensibilizzato alla mia storia. Nessuno mi ha mai portato in giro per Taurianova, non accadeva, ed era un vero peccato. 
Abbiamo perso  un' occasione importante, quella di essere sensibilizzati ai luoghi ai quali apparteniamo, alla bellezza, alla nostra storia.
Solo conoscendo la nostra storia, possiamo uscire dall‘ ignoranza e creare innovazione.
Ho lasciato Jatrinoli dirigendomi verso il nord di Taurianova, in un luogo molto spirituale.
Mi stavo dirigendo verso il Calvario. 
Ore 16:35. Percorsa la Via II circonvallazione, sono arrivato al Calvario.
Questo luogo è molto particolare. Avvolti da un bosco d’ulivi secolari, la Chiesa, e il cimitero monumentale di Taurianova, se ne stanno quasi da parte  rispetto al resto del paese.
E’ qui che nel mese di giugno, nel periodo della «tredicina ì Sant’Antoni», venivo con mia mamma per benedire il pane, per poi distribuirlo ad amici e parenti.
Mi siedo nel muretto che vent’anni fa dividevo con gli amici del quartieree mi guardo attorno. 
La “strada nuova”, che conduce verso Cittanova, non è stata ancora invasa dalle genti del paese che vengono qui a correre al calar del sole.
Fa ancora troppo caldo, e la luce è troppo forte per poter raccogliere le più belle sfumature di Taurianova.  Decido allora di concludere il mio piccolo viaggio a Taurianova, con due speranze, la prima di poterci ritornare per raccogliere altre emozioni e  sfumature, la seconda, che i più giovani, riescano ad  innamorarsi del  loro quotidiano, per riscoprire e per impadronirsi delle bellezze dei propri luoghi.

Dedico questo viaggio ai miei nipotini che sono nati e vivono la quotidianità dei luoghi della mia infanzia e adoloscenza... 

Francesco

21 gen 2013

Praga. Il parco di Stromovka

A pochi metri da casa, si trova il parco di Stromovka.
Ogni volta che a Praga nevica, mi piace passeggiare nella solitudine di questo parco, ex riserva di caccia reale, tagliato in due dalla Moldava.

Dentro al parco c'è un lago ghiacciato 

L'ingresso al parco 

08 dic 2012

Karmelitska Street

Da casa al lavoro, sono venti minuti di tram.
Questo trenino rosso, attraversa la  città piccola di Praga.
Immaginatevi ogni mattina per andare a lavorare di dover attraversare, un vigneto, un castello, un ponte con mille sculture, parchi e  chiese rinascimentali.
Unite al tutto una spruzzata di neve e potrete capire con quale stato d'animo salgo su quel tram.

Karmelitska Street

22 nov 2012

Aspettando il tram a Strossmayerovo Náměsti

La mattina aspetto il tram alla stazione di Strossmayerovo Náměsti.
La neve e le particolari architetture della piazza, mi ricordano quanto sia lontana Taurianova in questo momento.

La mia casa è a pochi metri dalla Chiesa di Sant'Antonio 

15 nov 2012

Il ponte Carlo ed i Vodnik

praga,praha, prague
Sul Ponte Karlùv Most
Grazie a questo soggiorno in Repubblica Ceca, ho il privilegio di vivere un luogo in diversi momenti, con il sole per esempio, o con la pioggia quando i paesaggi della Moldava appaiono ancora più gotici di  quanto non lo siano in realtà.
A Praga nevica spesso, ed è una meraviglia, quando gli stessi luoghi si coprono di bianco, o quando la temperatura scende sotto i meno venti, ed i turisti sono altrove.
Ogni mattina per andare al lavoro, attraverso Malà Strana, la città piccola, ed è difficile non farsi catturare dal fascino di questo  quartiere.
Il tram scivola via, sotto arcate in pietra, Chiese gotiche e barocche,mentre  strane sculture, fanno da  guardiane  a colline e vigneti che si gettano a stapiombo, sulla città, fatta di guglie e campanili.
Disegno su praga
Karlùv Most e Malà Strana 
Osservando questi luoghi, non è difficile capire il perchè, Praga, abbia ispirato pittori, musicisti e poeti.
La storia di Karlùv Most, è davvero preziosa.
Le statue sembrano fare da custodi ai segreti di questo luogo e ovunque, sembrano nascondersi gli spiriti del ponte: i Vodnik!
Vodnik, leggende su praga
Malà Strana e la neve
Sono delle strane creature, dalle mani palmate, che vivono sott'acqua, ma che possono trascorrere del tempo sulla terraferma, almeno finchè i loro vestiti sono bagnati.
Hanno un compito nobile i Vodnik, salvano le anime delle genti annegate nella Moldava, e le  conservano in piccole ampolle, nascoste tra le alghe.
Di carattere dispettoso, amano passare le serate gelide, in una delle tante birrerie disseminate a Malà Strana, ma fate attezione a non suscitare la loro ira, perchè questi esseri, sono talemente vendicativi che potrebbero farvi annegare  nelle acque gelide del fiume.

29 set 2012

I primi disegni a Praga

karluv most, prague
Uno scorcio rubato al ponte Carlo, dal tram che mi porta al lavoro, che taglia la "città piccola' di Praga
most legiì
Il ponte Legiì, poco lontano dallo studio di Via Malàtova
czech republic, francesco fontana
Nel quartiere storico di Praga, si trova la Chiesa di Santa Maria di Tyn

04 lug 2012

Arriva à littorina!

U trenu a Carvuni, così chiamavano i nonni "la littorina".
Arrivava col suo fischio inconfondibile, attraversando boschi d'ulivi secolari.
Era il 1921.
Novantadue anni fa, le genti delle campagne, correvano a guardare quel trenino che partiva da Gioia Tauro e passava per Rizziconi, Cannavà, Amato, San Martino, Taurianova,Cittanova, Polistena, fino ad arrivare a Cinquefrondi.

Una littorina ferma alla stazione di Cinquefrondi
Quasi li immagino i miei conterranei, vivendo quel momento.
L'entusiasmo delle genti dei campi, catturato e raccontato, vivido nei ricordi di quel treno tirato a fatica da una locomotiva a carbone. Lo stesso trenino che hanno vissuto migliaia di studenti, spostandosi tra i vari paesi. Quei paesi che senza rendersene conto, diventavano l'uno essenziale per l'altro.
Ognuno coi propri bisogni, ognuno con le proprie caratteristiche.
Centralità, all'interno di un sistema, maggiore.
Tu dove andrai a scuola? Io a Taurianova, al geometra! Il classico è a Cittanova. Farò il magistrale a Polistena. Ma il linguistico è a Gioia?
Già dalla fine delle scuole medie, ci si confrontava con quello che sarebbe stato "il nostro Arcipelago", la nostra Piana di Gioia Tauro.
Già da allora, la littorina ci avrebbe collegato, ci avrebbe traghettato da una parte all'altra, tagliando insieme a noi, col suo fischio inconfondibile, boschi d'ulivi e colorati mandarini.
E nel 2009 quando decisi di usare la littorina, mi resi conto del strano destino al quale andava incontro.
Il lento e poco comodo ritrmo del viaggio, fino alla stazione F.S. di Gioia Tauro, era spezzato dalle fermate nelle cadenti stazioni.
Agavi e canne palustri, facevano da sfondo ai pochi immigrati, che si spostavano da un campo all'altro, ed io ero il vero straniero, l'unico ad emigrare con la valigia verso la stazione dei treni di Gioia.
Uno strano abbandono quello estivo, la littorina sedotta dai mesi scolastici, veniva adesso abbandonata. Diverse volte mi chiedevo perchè. Perchè quella littorina non traghettava le genti al "Porto degli Ulivi" di Rizziconi? Mi chiedevo perchè quella littorina, scivolava via dall'ospedale di Polistena, punto di riferimento, anche se discutibile dell'arcipelago del Tauro!
Mi chiedevo perchè la littorina ignorava il polo commerciale di Gioia, attrattore nella piana, e causa adesso di congestione stradale.

Littorine ferme a Taurianova.
Era come vivere due dimensioni diverse. L'estate arrivava e la littorina viveva la sua nuova dimensione!
Da un lato le macchine della Piana, la benzina, l'inquinamento, dall' altro io e i lavoratori dei campi, intervallati da masse di turisti tedeschi, che invadevano la littorina in alcuni giorni della settimana.
Tornavo da Reggio, dalle revisioni del laboratorio di sintesi finale, ed a Gioia Tauro mi mescolavo a questa massa di turisti. Aspettavamo il trenino insieme, che portava me ad Amato e loro a spasso tra i boschi d'ulivi, tra foglie argentee che si perdevano nell'orizzonte mediterraneo e colorati aranceti che immortalavano con le loro macchine fotografiche. Era incredibile! Quei tedeschi, stavano fotografando la campagna di papà!
Io scendevo prima, ed era curioso dover chiedere permesso in inglese, facendomi spazio in mezzo a quei tedeschi esaltati!
Loro continuavano verso il castello di San Giorgio Morgeto, io tornavo all'altro livello, quello delle campagne frazionate,quello dei pochi consorzi e degli uliveti troppo alti per regalare un'olio di qualità.