lunedì 3 ottobre 2022

Arriva l'autunno

L'autunno é la mia stagione preferita, non solo per i colori intensi della natura, ma anche perché un po mi rappresenta, essendo nato a fine estate, quando l'entusiamo e la frenesia lasciano spazio ad un tempo più lento e malinconico. 

Come non apporfittare della vicinanza del "parco" del Pere Lachaise, per catturare la magia dei colori autunnali...

I colori dell' Autunno al Pere Lachaise 

Un altro luogo da visitare in questa stagione é il bois de Vincennes, che insieme al bois de Boulogne, costituiscono i due polmoni verdi di Parigi.  Un'oasi di ristoro dal caos costante della città. Basta prendere uno dei tanti sentieri per lasciarsi alle spalle la densa pollution sonora della città...

Passeggiando dentro al bosco di Vincennes 

Samuele gioca con una grande zucca... 

Una zucca diventa il gioco di Samuele in un pomeriggio di Ottobre








      

  


martedì 16 maggio 2017

Nella foresta di Nemours

In genere, chi visita  Parigi considera poco l'île de France, la regione che include Parigi, o la considera solamente per visitare Versailles o Disneyland.
In realtà  l'île de France è una regione ricca,  con un territorio che nasconde dei tesori che per sfortuna o per fortuna, rimangono fuori dai principali circuiti tutistici. 
Qualche giorno fa, ho visitato la foresta di Nemours, ai confini dell' Île de France, ad un'ora e un quarto da Parigi. 
Nella regione, ci sono delle foreste più importanti e attrezzate da visitare, ma oltre al fascino dell'itinerario poco battuto, l'altro motivo che mi ha portato a Nemours è stato quello dell' accessibilità: l'abbonamento ai mezzi, permette di spostarsi in tutta la regione senza spendere ulteriori soldi per i biglietti. 
Il treno è arrivato a Nemours a mezzogiorno, nel paesino splendeva il sole, poche nuvole e temperatura quasi estiva. Appena sceso dal treno, ho percepito subito il ritmo lento del paese rispetto alla città, poche macchine e tanto verde.
Dopo un primo attimo di smarrimento, ho raggiunto un viale dal quale in lontananza ho intravisto il campanile della Chiesa medievale di di Saint Jean-Baptiste, e  sapendo che il bosco si trovava oltre la chiesa, mi sono avviato verso il campanile.
Ho fatto una sosta dentro la Chiesa nella quale la temperatura era fresca e proteggeva dal caldo della giornata. Seduto su di una panca, ho studiato il tragitto che dalla Chiesa, mi avrebbe portato dentro la foresta.
Il cammino che avevo scelto, passava accanto al castello e attraversava il fiume per poi risalire il paese, passando attraverso un punto panoramico che abbracciava il borgo e la campagna circostante. 
Dopo cinque minuti di salita entravo finalmente nella foresta comunale di Nemours, attarverso il cammino des Dames. Seguendo un percorso accidentato, ho costeggiato per qualche minuto una proprietà privata prima di perdermi del tutto. Purtroppo in questa foresta i sentieri non erano segnalati come invece accade nelle altre foreste dell' Île de France. Ho comunque passeggiato per qualche minuto senza nessuna idea di dove stessi andando, prima di scaricare un applicazione sul cellulare che ha dato una svolta alla mia escursione. 
Una mappa virtuale segnava i cammini e la mia posizione, così ho iniziato a girovagare con coscienza e soprattutto con più tranquillità. 

viaggio ile de france
Disegnando nella foresta di Nemours

Durante l'escursione, ho incontrato diversi ragazzi, zaino in spalla, che ho avvicinato; mi hanno raccontato che utilizzano quotidianamente il bosco per tornare da scuola verso casa.
Mi è piaciuta molto l'interazione della foresta con la gente del luogo.
Man mano che mi inoltravo nella foresta, il paesaggio si faceva sempre più interessante: castagneti, pinete, rocce dalle forme insolite, un mare di sabbia...ho camminato tra i sentieri stupendomi costantemente per le diverse forme delle rocce che man mano diventavano sempre più grandi. 
Arrivato nel cuore di una pineta, ne ho approfittato per disegnare. 
Ogni tanto passava qualcuno, ma ho apprezzato molto il poter disegnare in completa solitudine. 
La lontananza dai principali percorsi turistici e l'essere andato in un giorno della settimana, ha reso la passeggiata ancora più suggestiva. 
Al ritorno, prima di riprendere il treno per Parigi, sono passato dall'ufficio turistico di Nemours, per recuperare altri itinerari da percorrere la prossima settimana che si prospetta calda e piena di sole.

Qualche informazione pratica:

Come raggiungere Nemours da Parigi?  
Il modo più semplice è quello di prendere il Transilien R da Gare de Lyon che in un'ora e dieci vi lascerà alla stazione di Nemours Saint-Pierre.

Quanto dista la foresta comunale di Nemours dalla stazione? 
Sono venticinque minuti a piedi, circa due chilometri, passando dentro il paese.

Quanto costa il biglietto del transilien per Nemours?
Se siete possessori del Pass Navigo settimanale o mensile, vi spostate in tutta la regione senza dover pagare nulla.

Dove recuperare una mappa della foresta comunale di Nemours?
L'ufficio turistico al momento ne è sprovvisto, vi allego la mappa che ho utilizzato io.


foresta ile de france, parigi




domenica 15 gennaio 2017

L'inaugurazione della biblioteca BNF Richelieu

Oggi sono andato all'inaugurazione della biblioteca BNF Richelieu situata nel cuore di Parigi e chiusa per restauro durante cinque anni.  Un'occasione quasi unica per visitare una delle biblioteche storiche della città.
Neanche i parigini si sono lasciati sfuggire l'occasione ed al mio arrivo c'era già la fila che partiva dal 58 Rue de Richelieu  e si estendeva per metà isolato.


paris, carnet de voyage
2017 Janaury 15 - La Salle Labrouste - Bnf Richelieu - Paris

Freddo e neve hanno reso l'attesa snervante ma una volta entrato, la sala Labrouste ha ricompensato l'ora e mezza fatta in in fila catapultandomi nel bello di un'architettura del 1800, realizzata da Henri Labrouste, che ne esegui il progetto, subito dopo averne terminato quello di Sainte Genevieve.


martedì 3 gennaio 2017

I tetti di Parigi

Siete già stati a Parigi? Se la risposta è sì, spero che abbiate avuto la possibilità di guardare la città dall'alto. Anche solo da una ventina di metri d'altezza per poter cambiare punto di vista e godervi lo spettacolo dei tetti.
Tegole scure e comignoli arancioni di diverse altezze, creano un ritmo armonioso  che seguendo il fiume, un viale alberato o circondando un parco, contribuiscono a comporre l'immagine elegante ed ordinata della Parigi di Haussman fatta di tetti mansardati in ardesia a 45 gradi. 
Per poter osservare Parigi dall'alto, oltre alla Tour Eiffel e il campanile di Notre Dame,  vi consiglio la terrazza dell'istituto del mondo arabo, quella delle gallerie La Fayette, la scalinata del Sacre Cœur di Montmartre, la torre Montparnasse, il parco di Belleville o di Père Lachaise, o dai piani più alti di qualsiasi edificio pubblico e privato.
 
viaggi
I tetti di Parigi dalla finestra di casa nel ventesimo arrondissement

venerdì 23 dicembre 2016

Le mie illustrazioni tra i vicoli di Taurianova

Con la presentazione della mostra nella storica Villa Zerbi di Taurianova, é cominciata ieri l'esposizione di dodici mie illustrazioni tra i vicoli di Taurianova. Un invito alla riscoperta dei valori mediterranei e del viaggio lento, tramite un percorso  che è possibile trovare a questo link: http://www.consultassociazionitaurianova.org/taccuino-di-viaggio/percorso

Taccuino di Viaggio a Taurianova dal 22 dicembre al 7 gennaio

mercoledì 7 dicembre 2016

La conciergerie

Oggi è una giornata fredda e c'è molto vento sulla Senna.
Dall' Hotel de Ville, mi sto spostando verso i giardini des Tuileries.
Mi piace molto camminare lungo il fiume, anche perchè con un colpo d'occhio, riesco a riunire diversi palazzi che raccontano la storia di Parigi.

carnet de voyage
il prospetto della conciergerie che da sulla Senna

Davanti  a me c'è l'île de la Cité, sulla quale spunta il campanile delle Cattedrale di Notre Dame, accanto alla Chiesa, la conciergierie, che ad oggi, è l' edificio che più mi ha colpito da quando sono a Parigi.
E' uno splendido palazzo gotico che nel tempo ha avuto diversi usi e funzioni: è stata dimora reale prima che i sovrani l'abbandonassero preferendo il Louvre e il castello di Vincennes e fù adibita a prigione rivoluzionaria, divenendo uno dei più importanti luoghi di detenzione durante la rivoluzione francese.
Osservo il prospetto turrito severo ed elegante, provando a ricostruire la storia di Maria Antonietta, una delle prigioniere più celebri di questo palazzo medievale.


martedì 29 novembre 2016

La metro di Jourdain

In base alla zona di Parigi che devo raggiungere, da casa ho la possibilità di prendere due linee diverse della metropolitana: la linea 3 a place Gambetta e la 11 a Jourdain. Entrambe situate in due luoghi suggestivi della ventesima circoscrizione.
La metro di Gambetta, si trova nel punto amministrativo del quartiere. E' li che si trova il comune, è li che si trova uno dei principali snodi urbani, è li dove si concentrano le banche.

chiesa, librerie
L'ingresso della metro di Jourdain con la chiesa di Saint-Jean-Baptiste de Belleville sullo sfondo

La metro di Jourdain invece è localizzata in un punto più discreto, soprattutto per me, che arrivando da Rue des Pyrénées, un grande viale alberato e trafficato, imbocco la piccola ed intima Rue du Jourdain. Il bello di Parigi è che la gigantesca dimensione urbana e demografica ( 21.000 abitanti per chilometro quadro) é composta da minuscole realtà, ed una di queste, sono le tante piccole librerie di quartiere che caratterizzano le vie.
Ogni tanto mi fermo davanti agli espositori esterni delle librerie di Jourdain, in particolar modo in una specializzata in libri di viaggio. Il tempo di rubare delle riflessioni a qualche libro, prima di passare attraverso la porta della metro di Jourdain.



lunedì 7 novembre 2016

Il tempo lento in Via Gemelli a Taurianova


Ci sono angoli di Taurianova che sono poi riconoscibili un pò dappertutto in Calabria.
A San Lorenzo, come a Palizzi, Cittanova, San Giorgio o ancora Badolato. 
Edifici fatti di archi, scalette, passerelle e ballatoi che collegano e prolungano. 
Sono angoli, da scoprire con quel tempo lento, che tanto amo e dei quali sento la mancanza quando sono a Parigi.

Via Gemelli
Uno scorcio di Via Gemelli

mercoledì 2 novembre 2016

Ligny le Ribault. Tra i castelli della Loira

Pubblico il disegno della chiesa di Ligny le Ribault,  dopo tre giorni di immersione tra i castelli della Loira.
Un tour tra vigneti, castelli e vecchi borghi.
Di questo viaggio mi porterò dietro molti ricordi, ma uno dei più belli è quello dei tanti paesini medievali attraversati tra un castello e l'altro.
Ognuno con la propria chiesetta Romanico/Gotica, al centro di piccole case in pietra con i comignoli fumanti per il grande freddo, che avvolgeva questo angolo della Francia.

tour, chiesa
La chiesetta di Ligny le ribault




giovedì 27 ottobre 2016

Ciao Sud. Rientro a Parigi

Oggi é il primo risveglio a Parigi, dopo tredici giorni passati a Taurianova, sto pensando a questo viaggio e mi sto chiedendo cosa mi mancherà del Sud.
Sicuramente le ombre nette, date dal sole e dalla luce cosi intensa. I vicoli stretti e le finestre che danno su queste stradine, dalle quali fuoriuscivano voci, odore di sugo e rumore di forchette che animavano le mie passeggiate di mezzogiorno. I mandarni, raccolti direttamente dagli alberi e il restare in silenzio ad osservare i palazzi, pensando alla loro storia: dalle dominazioni di  spagnoli e francesi, ai terremoti che li hanno colpiti fino ad arrivare a tutte le storie semplici e normali delle genti che questi angoli del paese li hanno vissuti.

fontana
La fontanella accanto alla Chiesa dell'Immacolata




  

lunedì 24 ottobre 2016

Il palazzo Pisani a Taurianova

Percorrere Via gemelli per poi svoltare su Via Colombo è diventata un’abitudine. Anche perché alla fine del vicolo, c’è uno degli spazi più belli di Taurianova. Il cambio di scala dimensionale, passando dallo stretto vicolo allo slargo di Palazzo Pisani, è uno dei tesori del centro storico di Taurianova. Mi siedo sul marciapiede, dal quale provero ad illustrare questo scorcio di meridione.

palazzo pisani

domenica 23 ottobre 2016

Vico Cavatore a Taurianova

“Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.” Penso alle belle parole di Saramago mentre cammino in questa traversa di Via Roma. E’ incredibile scoprire solamente dopo 34 anni, questo vicolo di Taurianova. Nei muri, tracce di un passato quasi dimenticato.

vico cavatore
Vico Cavatore - Taurianova 2016

Taurianova. La bellezza del tempo lento

Ho notato che non è facile camminare a Taurianova, è da 10 giorni che sono in paese ed ogni volta che devo spostarmi mi viene gentilmente offerto un passaggio.Ma come si può apprezzare la bellezza di un vicolo, osservare una pianta rampicante che ha preso il posto di una famiglia probabilmente emigrata al Nord, come si può spiare la conversazione di due anziani seduti in una panchina a piazza Italia, come ascoltare il rumore di piatti e forchette di chi sta mangiando e lascia la porta d'ingresso ancora aperta, in questo sud dove una porta aperta era la continuazione della strada ed era il nostro modo di vivere e di essere comunità. 
Come apprezzare con una macchina la bellezza della lentezza che un solo un paese può offrire.
Se non è un giorno di lavoro se non si ha fretta perché non lasciare la macchina per vivere la vera dimensione di un luogo?

Francesco Fontana, via paladino
Via Paladino a Taurianova 



venerdì 21 ottobre 2016

Villa Zerbi, una dimora storica a Taurianova

Nella zona alta di Via Roma a Taurianova, c'è una dimora storica che è stata la causa della mia passione per l'architettura.

sketch, carnet de voyage
villa Zerbi a Taurianova

Un edificio che insieme alla Chiesetta di San Nicola richiamavano la mia attenzione già ai tempi delle scuole, quando fungevano da scenografie ai tanti giochi che a quei tempi si facevano per strada.
Villa Zerbi è costruita in stile tardo barocco con rimandi al barocco leccese, costruito subito dopo il terremoto del 1783.
Se passate da Via Roma, fermatevi ad ammirare il bel portale barocco, pensando magari a quando in questo angolo di Radicena nel 1800, la gente si radunava per assistere alle celebrazioni nella piccola cappella di San Nicola, costruita e data in regalo ad una delle figlie della nobile famiglia.


giovedì 20 ottobre 2016

La Chiesetta dedicata a San Francesco di Paola, tra Taurianova e Cittanova

C'è un piccolo tempio al quadrivio di bombino, tra Cittanova e Taurianova, oramai dimenticato e abbandonato.
Uno dei tanti tesori disseminati qui e li nella piana di Gioia Tauro. 
Oggi, ho saltato la recinzione, sconfinando probabilmente in una proprietà privata, ma nè è valsa la pena.
Sopra il portone d'ingresso la storia del tempietto, che mi auguro possa essere riscoperto e salvato dal degrado.
È una cappella del 1890, voluta da Vincenzo De Leonardis, dedicato a San Francesco di Paola.

La piccola cappella dedicata a San Francesco di Paola, risalente al 1890


mercoledì 19 ottobre 2016

Il villaggio di Scroforio

Oggi sono a Scroforio, un piccolo villaggio della provincia di Reggio Calabria, immerso nel verde di ulivi e aranceti, accanto al torrente Marro. C'è un sole quasi estivo, mentre disegno la chiesetta di questo borgo di 105 anime.

Certo che passare dal comprare un mandarino a 50 centesimi a Parigi, a poterlo raccogliere direttamente da un albero,  mi ricorda ancora una volta quanto è ricca questa bella Calabria.

Il centro del piccolo villaggio di Scroforio



lunedì 17 ottobre 2016

I Pontalto a Taurianova

Ci sono diversi palazzi e dimore storiche a Taurianova e quello dei Pontalto in Via Galliano è caratterizzato da uno dei più bei portali. Ho disegnato diverse volte questo vicolo, ma ogni volta viene fuori qualche dettaglio che mi era sfuggito in precedenza, come la scritta in calce del Conte Pontalto

 
il Palazzo del conte Pontalto si trova in una traversa di Via Roma

mercoledì 29 giugno 2016

Una porta su Parigi

Spostandomi tutti i giorni con i mezzi pubblici, avevo cominciato a sviluppare  i sintomi del viaggiatore in metropolitana: intolleranza alla folla, al cattivo odore, senso esasperato del tempo, passo veloce, sguardo spento e indifferente.
Prendere la metropolitana purtroppo era un'esigenza e non potevo farne a meno, non riuscivo a trovare una valida altrenativa e quindi mi limitavo a subirne gli impulsi negativi
Ho cominciato a riapprezzare quello che per me stava diventando un problema, quando mi sono reso conto, che ad ogni uscita della metropolitana, corrispondeva una porta sulla città.
Da quel momento in poi, per me, risalire i gradini della metropolitana, tornare alla luce era come incontrare Parigi.
Insomma, aprivo la porta e mi ritrovavo  davanti la tour Eiffel, l'arco di trionfo, il grande arche, il Louvre o una semplice piazza con i fiorai che sistemavano tulipani e gerani, i fruttivendoli che allestivano con vere e proprie composizioni artistiche la frutta sulle bancarelle,  o l'odore di baguette e dolci appena sfornati.

metro gambetta

mercoledì 8 giugno 2016

Il quotidiano Parigino

Per vivere a Parigi, bisogna abituarsi a tante cose e scendere a compromessi con la città. Ma c'è una cosa, alla quale ancora non mi sono abituato.
È quando nella vita quotidiana, vivi accanto al fascino della storia, sfiorando la bellezza di architetture e paesaggi, pensando magari, ad una bolletta da pagare o alla spesa da dover fare.
Cara Nôtre Dame, che cosa mangiamo stasera?

Nôtre Dame

lunedì 2 novembre 2015

Autunno a Parigi

In questi giorni, Parigi sta cambiando volto.
A differenza del sud Italia qui il passaggio dall'estate all'autunno é marcato dai meravigliosi colori degli alberi.

autunno
Paris, disegnando a Place de la Republique in ottobre

Rossi, e gialli dalle tante sfumature tinteggiano il cielo è le strade. Le foglie iniziano a cadere già da fine agosto e adesso a metà ottobre, si cammina su marciapiedi multicolore.

disegni, usk
Parigi. Attorno Pere Lachaise
Questa neve d'autunno che al minimo soffio di vento cade dagli alberi é magica. Mi piace percorrere i viali meno frequentanti, quelli invasi dalle foglie. Ogni tanto ne raccolgo qualcuna. Spesso apro la porta di casa con un bouquet di foglie raccolte per strada. Rossi, bordeaux, gialli, ocra, marroni.

usk, sketch, fall
disegnando l'autunno di Rue Belgrand nel XX Arrondissements

Se dovesse capitarti di essere a Parigi in autunno, svegliati all'alba e passeggia in uno dei tanti parchi. Il leggero rumore del vento, unito ai colori dell'autunno, sarà uno degli spettacoli piú belli che Parigi saprà concederti.
 
autunno, parigi, paris
La strada del museo Picasso nelle Marais

lunedì 28 settembre 2015

In giro a Taurianova - Edizione limitata


Ho pubblicato il taccuino: IN GIRO A TAURIANOVA - 23 Luglio 2013, in 250 copie numerate e firmate.
Il formato chiuso è di 10*21cm, il formato aperto è invece di 50*21 cm.


Il taccuino è composto da dieci pagine chiuse a fisarmonica.


Viaggi, fontana, blog, sketch, Taccuino
Il taccuino: In giro a Taurianova - edizione limitata - Pixartprinting 2015

 TITOLO: In giro a Taurianova - 23 luglio 2013

AUTORE: Francesco Fontana

FORMATO: 10 pagine a fisarmonica. 10*21cm (chiuso) 50*21cm (aperto)

TIRATURA: 250 copie in edizione limitata, numerate e firmate

ANNO  STAMPA: Settembre 2015

COSTO: 1,50 Euro + spese di spedizione 

ACQUISTA: COPIE ESAURITE 



sabato 15 agosto 2015

La Via Gemelli: strada di Nino, Micu e du zzi Peppinu

Qualche giorno fa, avevo deciso di pubblicare su Facebook, uno schizzo che avevo realizzato in Via Gemelli, una storica strada di Taurianova, mio paese natale situato nella provincia di Reggio Calabria.

Francesco Fontana
Via Gemelli a Taurianova 

Inaspettatamente, il disegno aveva fatto riaffiorare emozioni e ricordi, da parte di alcuni utenti facebook che hanno dato nuova vita allo schizzo, rempiendolo di personaggi che  avevano vissuto in quella via.
Dai ricordi é riaffiorato il tempo in cui in Via Gemelli vivevano mastru Pascali, mastru Nino u scarparu, Cicciu u stecchinu, u zzi Peppinu, u tri coccia e tanti altri ancora.
E' triste passeggiare tra i vicoli e  pensare che qui, non  c'è più Mica cu Sapuni, la cantina del vino, ma solo tanto degrado.
Mi auguro che presto si aprano nuovi scenari per questi vicoli del paese, per farli rivivere, restituendo cosi una storia alla comunità di Taurianova.




martedì 4 novembre 2014

I volti di Père Lachaise

Pere Lachaise é il cimitero monumentale di Parigi.
Oltre ai tanti personaggi famosi, sepolti all'interno, le sculture, insieme alle architetture e al verde, sono per me, un motivo valido per visitarlo.
Oggi sono entrato a Père Lachaise per disegnare qualcuno di questi volti.

sketchbook, parigi, diario
Una delle sculture di Pere Lachaise

carnet de voyage
Uno dei volti situato al nord di Père Lachaise 

lunedì 21 gennaio 2013

Praga. Il parco di Stromovka

A pochi metri da casa, si trova il parco di Stromovka.
Ogni volta che a Praga nevica, mi piace passeggiare nella solitudine di questo parco, ex riserva di caccia reale, tagliato in due dalla Moldava.

Dentro al parco c'è un lago ghiacciato 

L'ingresso al parco 

giovedì 15 novembre 2012

Il ponte Carlo ed i Vodnik

Grazie a questo soggiorno in Repubblica Ceca, ho il privilegio di vivere un luogo in diversi momenti, con il sole per esempio, o con la pioggia quando i paesaggi della Moldava appaiono ancora più gotici di  quanto non lo siano in realtà.
A Praga nevica spesso, ed è una meraviglia, quando gli stessi luoghi si coprono di bianco, o quando la temperatura scende sotto i meno venti, ed i turisti sono altrove.

moldava
Il ponte Carlo

Ogni mattina per andare al lavoro, attraverso Malà Strana, la città piccola, ed è difficile non farsi catturare dal fascino di questo  quartiere.
Il tram scivola via, sotto arcate in pietra, Chiese gotiche e barocche,mentre  strane sculture, fanno da  guardiane  a colline e vigneti che si gettano a stapiombo, sulla città, fatta di guglie e campanili.
Osservando questi luoghi, non è difficile capire il perchè, Praga, abbia ispirato pittori, musicisti e poeti.
La storia di Karlùv Most, è davvero preziosa.
Le statue sembrano fare da custodi ai segreti di questo luogo e ovunque, sembrano nascondersi gli spiriti del ponte: i Vodnik!
Sono delle strane creature, dalle mani palmate, che vivono sott'acqua, ma che possono trascorrere del tempo sulla terraferma, almeno finchè i loro vestiti sono bagnati.
Hanno un compito nobile i Vodnik, salvano le anime delle genti annegate nella Moldava, e le  conservano in piccole ampolle, nascoste tra le alghe.
Di carattere dispettoso, amano passare le serate gelide, in una delle tante birrerie disseminate a Malà Strana, ma fate attezione a non suscitare la loro ira, perchè questi esseri, sono talemente vendicativi che potrebbero farvi annegare  nelle acque gelide del fiume.

mercoledì 4 luglio 2012

Arriva à littorina!

U trenu a Carvuni, così chiamavano i nonni "la littorina".
Arrivava col suo fischio inconfondibile, attraversando boschi d'ulivi secolari.
Era il 1921.
Novantadue anni fa, le genti delle campagne, correvano a guardare quel trenino che partiva da Gioia Tauro e passava per Rizziconi, Cannavà, Amato, San Martino, Taurianova,Cittanova, Polistena, fino ad arrivare a Cinquefrondi.

carnet de voyage, francesco fontana
Una littorina ferma alla stazione di Cinquefrondi
Quasi li immagino i miei conterranei, vivendo quel momento.
L'entusiasmo delle genti dei campi, catturato e raccontato, vivido nei ricordi di quel treno tirato a fatica da una locomotiva a carbone. Lo stesso trenino che hanno vissuto migliaia di studenti, spostandosi tra i vari paesi. Quei paesi che senza rendersene conto, diventavano l'uno essenziale per l'altro.
Ognuno coi propri bisogni, ognuno con le proprie caratteristiche.
Centralità, all'interno di un sistema, maggiore.
Tu dove andrai a scuola? Io a Taurianova, al geometra! Il classico è a Cittanova. Farò il magistrale a Polistena. Ma il linguistico è a Gioia?
Già dalla fine delle scuole medie, ci si confrontava con quello che sarebbe stato "il nostro Arcipelago", la nostra Piana di Gioia Tauro.
Già da allora, la littorina ci avrebbe collegato, ci avrebbe traghettato da una parte all'altra, tagliando insieme a noi, col suo fischio inconfondibile, boschi d'ulivi e colorati mandarini.
E nel 2009 quando decisi di usare la littorina, mi resi conto del strano destino al quale andava incontro.
Il lento e poco comodo ritrmo del viaggio, fino alla stazione F.S. di Gioia Tauro, era spezzato dalle fermate nelle cadenti stazioni.
Agavi e canne palustri, facevano da sfondo ai pochi immigrati, che si spostavano da un campo all'altro, ed io ero il vero straniero, l'unico ad emigrare con la valigia verso la stazione dei treni di Gioia.
Uno strano abbandono quello estivo, la littorina sedotta dai mesi scolastici, veniva adesso abbandonata. Diverse volte mi chiedevo perchè. Perchè quella littorina non traghettava le genti al "Porto degli Ulivi" di Rizziconi? Mi chiedevo perchè quella littorina, scivolava via dall'ospedale di Polistena, punto di riferimento, anche se discutibile dell'arcipelago del Tauro!
Mi chiedevo perchè la littorina ignorava il polo commerciale di Gioia, attrattore nella piana, e causa adesso di congestione stradale.

sketch, carnet de voyage
Littorine ferme a Taurianova.
Era come vivere due dimensioni diverse. L'estate arrivava e la littorina viveva la sua nuova dimensione!
Da un lato le macchine della Piana, la benzina, l'inquinamento, dall' altro io e i lavoratori dei campi, intervallati da masse di turisti tedeschi, che invadevano la littorina in alcuni giorni della settimana.
Tornavo da Reggio, dalle revisioni del laboratorio di sintesi finale, ed a Gioia Tauro mi mescolavo a questa massa di turisti. Aspettavamo il trenino insieme, che portava me ad Amato e loro a spasso tra i boschi d'ulivi, tra foglie argentee che si perdevano nell'orizzonte mediterraneo e colorati aranceti che immortalavano con le loro macchine fotografiche. Era incredibile! Quei tedeschi, stavano fotografando la campagna di papà!
Io scendevo prima, ed era curioso dover chiedere permesso in inglese, facendomi spazio in mezzo a quei tedeschi esaltati!
Loro continuavano verso il castello di San Giorgio Morgeto, io tornavo all'altro livello, quello delle campagne frazionate,quello dei pochi consorzi e degli uliveti troppo alti per regalare un'olio di qualità.

lunedì 9 aprile 2012

Monastero Bormida

Questa mattina siamo partiti presto da Alessandria, l'idea è stata quella di approfittare della pasquetta per fare un giro nelle campagne dell'Astigiano.
Non sapendo quanto durerà la mia permanenza in Piemonte, ho preso l'occasione al volo.
L'entroterra  è affascinante, i paesaggi sono collinari, piccoli borghi, si alternano a filari di vigneti, noccioli e fiori. Siamo nelle terre delle eccellenze italiane: quelli del barbera, del barbaresco, della nocciola e del tartufo.
La macchina va, mentre nel cielo il sole si alterna alle nuvole.
Non c'è una meta fissa,  ci fermeremo per pranzare, per poi ripartire. 
 
SKETCH, disegno, carnet de voyage
L' ingresso a Monastero Bormida, dal piccolo ponte in pietra
All'ora di pranzo, ci ritroviamo in un piccolo borgo, cè proprio tutto, il ponte in pietra, il fiume, il castello, che a differenza del classico villaggio medievale, è posizionato in basso rispetto al centro storico.
Sembra che il paese si sia sviluppato  al contrario! Perché nel medioevo, qualcuno aveva pensato di costruire un luogo così vulnerabile? 
Dal cellulare mi collego ad internet,  basta digitare Monastero Bormida e Google si riempie di foto.
Sulla pagina del comune, trovo la spiegazione. In effetti,  quello che adesso è un castello, nasce come convento.
Qui, nel medioevo arrivarono i monaci benedettini, chiamati per coltivare un territorio, distrutto dagli attacchi saraceni. Dunque, l'edificio non nascendo con funzione difensiva,è li, accanto al fiume, con tutto il fascino della sua storia.
carnet de voyage
La torre di Monastero Bormida
Leggo anche che il ponte è romanico, costruito a schiena d'asino, un'opera d'ingegneria importante per quei tempi. Cosi ben costruito che riuscì a resistere alla violenta alluvione del 1994.
Saliamo su per il centro storico.
Superato un arco, ci ritroviamo in piazza castello. A destra c'è una chiesa. È un misto neoclassico e barocco. La scultura di un angelo si spinge verso il bosco, mentre un manifesto invita alla sagra locale.
Alla nostra sinistra una torre romanica, qui e li, piccole botteghe artigianali.
A quest'ora del pomeriggio non c'è nessuno per strada.
Qualche goccia di pioggia cade giù,  rendendo il luogo ancora più affascinante.
Discendiamo verso il fiume e dopo aver mangiato un panino  ripartiamo.
Appena fuori dal villaggio,  avvisto una vecchia locandina, invita al tour delle cinque torri, disseminate in queste campagne.
Un tour tra arte e paesaggio,  preziosi valori da riscoprire e forse dai quali ripartire.

lunedì 29 settembre 2008

Siviglia e il barrio di Santa Cruz

Sono certo che non potevo scegliere città migliore per fare l'erasmus.
Mi sono  già innamorato della città: le architetture, il cibo, la gente, le tradizioni sono presenti in ogni "calle" della città.
Questo è il barrio di Santa Cruz, il quartiere storico della città.

Francesco Fontana
Il barrio di Santa Cruz di Siviglia