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In Giro a Taurianova


Ore 15:05. Sono nato cresciuto e la mia famiglia vive ancora in Via Adua, a pochi metri da Via Roma, una delle strade più belle di  Taurianova.
In ogni paese c’è sempre una strada importante, e Via Roma è la strada che collega miracoli, giardini di limoni e mandarini, credenze popolari, Chiese, processioni ed omicidi.
Ore 15:10. Mi trovo nella  parte alta di Via Roma, sotto casa, all’incrocio con Vico Parrello, per strada non c’è nessuno.
Ho appena incrociato la Chiesetta di S.Nicola.
Le campagne attorno al paese, sono disseminate di cappelle private che giacciono in uno stato di completo abbandono, a volte inaccessibili, coperte da felci ed erbacce.
Per fortuna, la cappella di San Nicola, trovandosi al centro del paese non ha subito le stesse sorti.
sketch, francesco fontana
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Lo stile è neoclassico, come il palazzo ad essa annesso, mentre il portale ha richiami gotici.
Resterei ancora un pò per godermi la pace ed il silenzio di questo luogo, ma il caldo irresitibile, mi spinge ad una visita fugace.
Lancio un’ultima occhiata ai caratteristici lampioni, prima di riprendere Via Roma.
Ore 15:30. Scendendo verso la Chiesa Matrice, incontro diverse case abbandonate, alcune di esse, sono senza intonaco.
La poesia che si può leggere tra queste pietre giustifica una sosta.
La pietra reggina è a vista. Probabilmente, molte di queste  costruzioni, furono eseguite con i resti di altre case, demolite dai diversi terremoti. 
Era una cosa comune in passato, non vi era un senso di conservazione, ed è per questo motivo che ovunque, si possono trovare edifici civili e religiosi realizzati con i resti di altre fabbriche.
In queste pietre, si può leggere il trascorrere del tempo. Quanto sarebbero piacute al filosofo Ruskin!
Accanto la Chiesa dell’Immacolata, c’è una fontanella, nella quale mi fermo per bere, trovando ristoro dal caldo pomeridiano. 
Accanto alla fontanella, noto una  bacheca, sulla quale ci sono affissi diversi manifesti funebri; tra i tanti  c’è ne uno che richiama la mia attenzione. E’ un manifesto funebre, dedicato a Mussolini, mi avvicino a leggerlo prima di ripartire.
Ore 15:40. Dopo pochi metri, arrivo in Piazza Macrì.
sketch, usk
Piazza Macrì a Taurianova 

Sono davanti al Duomo ed anche qui, poca gente per strada.
Con la mente, torno indietro di  un' anno, al ricordo dei luppinazzi, antica tradizione di Taurianova.
E’ nel 29 agosto di ogni anno,  quando il sole è oramai tramontato, che le genti del paese, si riuniscono in piazza, formando un cerchio spontaneo attorno ad alcuni fasci di lupini.
Ben presto il cerchio diventa massivo,attendendo il primo cittadino che arriverà con un fascio ardente, dando il via, ai lunghi festeggiamenti in onore della Madonna della Montagna.
Allora cala il silenzio, protagoniste divengono le fiamme che divampano davanti agli occhi sgranati di grandi e piccini.
Sui primi fasci ne vengono gettati di nuovi, la piazza si illumina a giorno, mentre il fuoco si innalza crepitando verso il cielo.
Storicamente, queste fiamme avvisavano le genti dei paesi vicini che la novena in onore della Madonna stava per cominciare e facendo un’ altro salto nel passato, con queste fiamme, si dava il benvenuto alla fiera di bestiame e attrezzi agricoli che si svolgeva a Radicena.
sketch, usk, carnet de voyage
Il duomo di Taurianova 

Ma ancora prima di Cristo, in questi luoghi, si svolgeva un rito pagano, era il culto del fuoco, che rappresentava la purificazione e propiziazione. 
E' incredibile come in piazza Macrì, si susseguano riti sacri e profani. Da qui infatti nel lontano 1894, nella commozione cittadina e nelle testimonianza di illustri scrittori, la Madonna venne portata in processione, da un popolo impaurito e commosso dagli occhi della statua che cominciarono a muoversi. Era il giorno del miracolo! 
Il 9 settembre 1894, un negoziante napoletano di nome Ambrogio Incarnato, giunse a  Radicena per la fiera.
Se ne stava in preghiera, contemplando la statua della Vergine, quandogli occhi della statua muoversi convulsamente da destra a sinistra, dall’alto verso il basso.Gridò al miracolo, cosa che richiamò dentro la Chiesa centinaia di fedeli che divennero  testimoni dell’avvenimento. 
sketch, carnet de voyage
La Chiesa Matrice di Taurianova 

Si decise dunque di portare la statua in processione per le vie del paese. Tra le strade di una Radicena e Jatrinoli sconvolte, accadde un'altro fenomeno.Padre F. Danza, astronomo della Specola Vaticana e direttore dell’Osservatorio Meteorico-Geodinamico di Radicena (comune confluito nell’attuale Taurianova), riporta: "intorno alle 23:30 sulla superficie della luna apparve una croce, fissata insistentemente dagli occhi della statua". Il 16 novembre dello stesso anno un terribile terremoto colpì la Piana di Gioia Tauro, lasciando illesa soltanto Taurianova, da allora, i cittadini ricordano il 9 settembre come il giorno del miracolo. 
Resto assorto da questi pensieri, rischiando d’ essere travolto da un’auto che sfreccia accanto a me a tutta velocità E’ un peccato che questo spazio antistante la Chiesa sia oggi una strada/parcheggio asfaltata ed allontanata al tempo lento del pedone. Luoghi così importanti dovrebbero essere restituiti a tutti noi, per tutto l’anno e non soltanto per dodici giorni a settembre.
Ore 15:50. Lasciata la macchina, proseguo a piedi.
taurianova
Palazzo Lo Schiavo
Diversi palazzi affacciano su Via Roma e nelle piccole viuzze perpendicolari. Le stratificazioni di questi edifici, raccontano di tradizioni e d’ abbandono. Sono pietre che parlano  un dialetto antico.
Alla mia sinistra, c’è palazzo Lo Schiavo, un‘ imponente edificio, datato 1850. 
Lo stesso, affaccia su piazza Garibaldi, uno spazio importante del paese, nel quale decido di sostare, per trovare rifugio dal sole.
Mi fermo sotto una delle tante palme.
P  
usk, carnet de voyage
Un edificio tipico di Taurianova
iazza Garibaldi è uno spazio molto pittoresco, squadrato nel lato dove si affaccia “Palazzo Lo Schiavo”, morbido dal lato opposto, che con un leggero dislivello, diventa un piccolo belvedere sulla seicentesca chiesa del Rosario, sull ’ex albergo cittadino e su Piazza Italia con le sue belle palme.
Ad aggiungere valore a questa luogo è la statua di Francesco Gemelli Careri, viaggiatore, che nel 1600 partì da Radicena (che oggi  è una delle due zone di Taurianova), per fare il giro del mondo.
E’ stato definito: colui che ha inventato il turismo moderno, e pare che Jules Verne si sia ispirato  proprio a lui per scrivere il famoso: “Giro del mondo in 80 giorni”.
Mi sporgo dal piccolo muretto in pietra bianca, osservando gli edifici circostanti.   
Resto così per qualche minuto, pensando al viaggio di Gemelli mentre gli edifici decadenti che mi circondano, sussurrano di un passato, fatto di fame e tarantelle, briganti e torroni, olive e processioni.
Ore 16:10. Nel 1996 cominciai a studiare al liceo artistico di Reggio.
E da allora, ogni qualvolta rientravo a casa, notavo la differenza tra i due luoghi. 
usk, carnet de voyage
La chiesetta accanto all'ufficio postale
Sarà che i piccoli centri vivono con lentezza, con meno calcolo e più sentimento, sarà che qui le strade conoscono la mia storia, parlano della mia famiglia, sono le mie radici o più semplicemente, sarà che qui si è lontani dal traffico della grande città, fatto sta, che  quella differenze l ‘avvertivo tutta, ed è tutt’ora  violenta quando ritorno in  paese.
Accanto all’ufficio postale, c’è una piccola chiesa, della quale non conosco bene la storia. 
Quest' angolo del paese è molto suggestivo.
Mi siedo su di un marciapiede, accanto ad un' ape cross, resto in silenzio, ascoltando il rumore degli alberi.
In un’ attimo ritorno bambino, quando da queste parti ci venivo a scuola. 
Era il 1988 quando la 127 blu di mio padre se ne stava parcheggiata da queste parti aspettando che uscissi da scuola.
Frequentavo le scuole elementari del II circolo,e accanto a questa chiesetta c’era un forno, nel quale ogni mattino con ottocento lire, compravo un calzoneper poi mangiarlo a merenda. Quel sapore è ancora li, tra i miei ricordi, e concentrandomi, quasi assaporo quella merenda tanto saporita e tanto meritata dopo ore ed ore passate a ripetere le tabelline!
Ore 16:20. Mi sono fermato a Jatrinoli, davanti alla Chiesa di San Pietro e Paolo.  Noto con stupore, che la fontana de Cumis ha cambiato posizione.
Da quando ho memoria, la fontana giaceva dall’altro lato della strada, davanti al palazzo Contestabile.
sketch, usk, carnet de voyage
La fontana de Cumis a Jatrinoli
A quanto pare, la fontana ha riconquistato la collocazione originale, risalente al 1853.
Ultimamente, sto notando una sensibilità maggiore per il patrimonio artistico ed architettonico di Taurianova.
Mi chiedo se oggi, i bambini delle scuole, vengano portati in giro, tra le strade del paese, alla scoperta di Taurianova.
Quando ero piccolo io, la scuola non mi ha sensibilizzato alla mia storia. Nessuno mi ha mai portato in giro per Taurianova, non accadeva, ed era un vero peccato. 
Abbiamo perso  un' occasione importante, quella di essere sensibilizzati ai luoghi ai quali apparteniamo, alla bellezza, alla nostra storia.
Solo conoscendo la nostra storia, possiamo uscire dall‘ ignoranza e creare innovazione.
Ho lasciato Jatrinoli dirigendomi verso il nord di Taurianova, in un luogo molto spirituale.
Mi stavo dirigendo verso il Calvario. 
Ore 16:35. Percorsa la Via II circonvallazione, sono arrivato al Calvario.
Questo luogo è molto particolare. Avvolti da un bosco d’ulivi secolari, la Chiesa, e il cimitero monumentale di Taurianova, se ne stanno quasi da parte  rispetto al resto del paese.
E’ qui che nel mese di giugno, nel periodo della «tredicina ì Sant’Antoni», venivo con mia mamma per benedire il pane, per poi distribuirlo ad amici e parenti.
Mi siedo nel muretto che vent’anni fa dividevo con gli amici del quartieree mi guardo attorno. 
La “strada nuova”, che conduce verso Cittanova, non è stata ancora invasa dalle genti del paese che vengono qui a correre al calar del sole.
Fa ancora troppo caldo, e la luce è troppo forte per poter raccogliere le più belle sfumature di Taurianova.  Decido allora di concludere il mio piccolo viaggio a Taurianova, con due speranze, la prima di poterci ritornare per raccogliere altre emozioni e  sfumature, la seconda, che i più giovani, riescano ad  innamorarsi del  loro quotidiano, per riscoprire e per impadronirsi delle bellezze dei propri luoghi.

Dedico questo viaggio ai miei nipotini che sono nati e vivono la quotidianità dei luoghi della mia infanzia e adoloscenza... 

Francesco

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