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Monastero Bormida

Questa mattina siamo partiti presto da Alessandria, l'idea è stata quella di approfittare della pasquetta per fare un giro nelle campagne dell'Astigiano.
Non sapendo quanto durerà la mia permanenza in Piemonte, ho preso l'occasione al volo.
L'entroterra  è affascinante, i paesaggi sono collinari, piccoli borghi, si alternano a filari di vigneti, noccioli e fiori. Siamo nelle terre delle eccellenze italiane: quelli del barbera, del barbaresco, della nocciola e del tartufo.
La macchina va, mentre nel cielo il sole si alterna alle nuvole.
Non c'è una meta fissa,  ci fermeremo per pranzare, per poi ripartire. 
SKETCH, disegno, carnet de voyage
L' ingresso a Monastero Bormida, dal piccolo ponte in pietra
All'ora di pranzo, ci ritroviamo in un piccolo borgo, cè proprio tutto, il ponte in pietra, il fiume, il castello, che a differenza del classico villaggio medievale, è posizionato in basso rispetto al centro storico.
Sembra che il paese si sia sviluppato  al contrario! Perché nel medioevo, qualcuno aveva pensato di costruire un luogo così vulnerabile? 
Dal cellulare mi collego ad internet,  basta digitare Monastero Bormida e Google si riempie di foto.
Sulla pagina del comune, trovo la spiegazione. In effetti,  quello che adesso è un castello, nasce come convento.
Qui, nel medioevo arrivarono i monaci benedettini, chiamati per coltivare un territorio, distrutto dagli attacchi saraceni. Dunque, l'edificio non nascendo con funzione difensiva,è li, accanto al fiume, con tutto il fascino della sua storia.
carnet de voyage
La torre di Monastero Bormida
Leggo anche che il ponte è romanico, costruito a schiena d'asino, un'opera d'ingegneria importante per quei tempi. Cosi ben costruito che riuscì a resistere alla violenta alluvione del 1994.
Saliamo su per il centro storico.
Superato un arco, ci ritroviamo in piazza castello. A destra c'è una chiesa. È un misto neoclassico e barocco. La scultura di un angelo si spinge verso il bosco, mentre un manifesto invita alla sagra locale.
Alla nostra sinistra una torre romanica, qui e li, piccole botteghe artigianali.
A quest'ora del pomeriggio non c'è nessuno per strada.
Qualche goccia di pioggia cade giù,  rendendo il luogo ancora più affascinante.
Discendiamo verso il fiume e dopo aver mangiato un panino  ripartiamo.
Appena fuori dal villaggio,  avvisto una vecchia locandina, invita al tour delle cinque torri, disseminate in queste campagne.
Un tour tra arte e paesaggio,  preziosi valori da riscoprire e forse dai quali ripartire.